“Questo materiale è realizzato con nanofibre polimeriche prodotte tramite elettrospinning[2] e incorporate con particelle attive a base di carbonio, azoto e metalli di transizione, tutti facilmente accessibili e a costi contenuti,” illustra Maria Federica De Riccardis, ricercatrice presso il Centro Ricerche ENEA di Brindisi e coautrice del brevetto insieme a Marilena Re, Daniela Carbone e il professor Claudio Mele del Dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione di Unisalento. Le particelle, distribuite nelle fibre, “ottimizzano la stabilità e l’efficienza dei dispositivi rispetto ai metodi tradizionali. Inoltre, il materiale può essere applicato direttamente sull’elettrodo, riducendo così le perdite energetiche.” “Queste caratteristiche lo rendono competitivo rispetto alle alternative commerciali, aprendo la strada a sistemi energetici più accessibili, efficienti e sostenibili. Ciò facilita i passaggi cruciali verso la transizione energetica e l’integrazione di fonti rinnovabili, come il fotovoltaico, nei processi di conversione dell’elettricità in idrogeno verde,” conclude De Riccardis.
Le ricerche, Avviate nell’ambito dell’Accordo di Programma per il Ricerca Sistema Elettrico 2022-2024, sono continuate grazie ai finanziamenti del Piano Operativo “Ricerca e sviluppo sull’idrogeno” (POR H2), nonché dell’Accordo di Programma tra ENEA e il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e del PNRR.
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