Un elemento distintivo di questo progetto è l’impiego di un sistema che sottopone cellule bronchiali umane a campionamenti d’aria. “Attraverso l’analisi del loro RNA, potremo valutare come gli inquinanti impattano sull’attività genica e identificare i principali effetti tossicologici,” commenta Santoro. “Abbiamo optato per queste cellule – continua – perché rivestono le nostre vie respiratorie e rappresentano il primo contatto con il particolato. Agiscono come una barriera protettiva, ma sono anche particolarmente vulnerabili: l’esposizione prolungata al particolato, insieme alla quantità e alla composizione chimica delle particelle, può innescare processi infiammatori, aumentare lo stress ossidativo delle cellule e aggravare asma o bronchiti.” Fino a questo momento, queste cellule sono state esposte per 24 ore all’aria interna di vari ambienti aeroportuali, con un totale di 15 esposizioni tra giugno e dicembre 2025. Per analizzare le loro reazioni agli inquinanti, è stata utilizzata una tecnica per valutare l’attivazione o l’inibizione di specifici geni in risposta agli stimoli ambientali. Sono stati esaminati in particolare tre gruppi di geni, attivati in situazioni di stress ossidativo, presenza di sostanze estranee o coinvolti in processi infiammatori. Per ciascun gruppo, i ricercatori hanno calcolato la media delle variazioni osservate, per comprendere quanto ciascun tipo di risposta venisse complessivamente attivata nelle cellule.
I dati preliminari indicano che la reazione delle cellule bronchiali è influenzata sia dalla dimensione che dalla composizione del particolato nell’aria interna. All’interno dell’aeroporto, il team di Concept Reply ha installato sensori IoT per monitorare in tempo reale la qualità dell’aria indoor. Gli strumenti misurano polveri sottili, composti organici volatili e diverse frazioni di particolato, oltre a temperatura, pressione e umidità. Parte delle informazioni raccolte viene analizzata in tempo reale per rilevare problematiche, mentre il cloud consente di archiviare i dati e monitorarne l’andamento nel tempo, utilizzando anche strumenti di intelligenza artificiale. Il sistema include una tecnologia innovativa di biotagging, sviluppata da Healthy Reply, che utilizza sequenze genomiche identificabili come marcatori unici per tracciare i percorsi dell’aria e dei contaminanti negli spazi chiusi. Il biotag viene mescolato in una soluzione liquida e nebulizzato in goccioline, permettendo di seguirne la dispersione e identificare eventuali aree di accumulo. Questo approccio permette di capire meglio come i flussi d’aria e i sistemi di ventilazione incidano sull’esposizione all’inalazione. In particolare, la mappatura tramite biotag ha messo in evidenza aree in cui le goccioline tendono a concentrarsi, soprattutto vicino alla strumentazione di misura e alle bocchette dei condizionatori, evidenziando l’impatto dei flussi d’aria sulla distribuzione degli aerosol. Inoltre, sono stati installati sensori di movimento per studiare i flussi umani. Tale sistema consente di individuare quando la qualità dell’aria cambia a seguito di eventi specifici e valutare l’impatto di azioni quotidiane, come l’apertura o chiusura di porte e finestre. Attualmente, tutti i dati raccolti sono in fase di analisi tramite modelli predittivi basati sull’intelligenza artificiale.
Il progetto OASIS ha accumulato un’importante base informativa che copre circa sette anni di dati sulla qualità dell’aria outdoor in Lazio e Lombardia, provenienti da OpenAQ, ARPA Lombardia e OpenMeteo. Questi dati serviranno da base per un successivo monitoraggio degli ambienti interni. Per trasformare questa vasta mole di informazioni in previsioni affidabili, il team di Cefriel ha sviluppato tre diversi modelli di intelligenza artificiale, capaci di prevedere l’evoluzione della qualità dell’aria fino a 6 giorni per il particolato e 6 ore per i gas inquinanti. I modelli analizzano PM10 e PM2.5, mostrando un’elevata accuratezza nell’individuare situazioni di rischio anticipatamente. Contemporaneamente, è iniziata la progettazione di un’app mobile per operatori tecnici specializzati nei settori pubblico, educativo, sanitario e degli uffici. Questa applicazione sarà uno strumento intuitivo per monitorare la qualità dell’aria, identificare prontamente situazioni di rischio e ricevere indicazioni sulle azioni necessarie per garantire ambienti di lavoro, studio e svago sempre più sicuri.
– foto ufficio stampa ENEA –
