Endometriosi: Maiorana Presenta il Nuovo Modello di Cura al Centro Regionale Civico di Palermo - Agenzia di Stampa Italpress

Endometriosi: Maiorana Presenta il Nuovo Modello di Cura al Centro Regionale Civico di Palermo – Agenzia di Stampa Italpress

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Il Centro si dedica non solo alla chirurgia e assistenza, ma anche a una nuova innovativa linea di ricerca in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità (Iss) e l’Università di Messina, focalizzata su nuove strategie terapeutiche. I dati iniziali sono promettenti, aprendo possibilità importanti per trattamenti non ormonali.

Professore Maiorana, dopo l’inaugurazione del Centro, qual è il messaggio principale che desidera trasmettere alle donne?

Il messaggio è che la donna non deve affrontare da sola un percorso frammentato. Abbiamo creato una struttura accogliente, tecnologicamente avanzata, con una sala operatoria di eccellenza e spazi dedicati alla formazione. Tuttavia, la vera essenza non risiede solo nella qualità degli ambienti, ma in come mettere la persona al centro. Abbiamo imparato a trattare la malattia, ma è fondamentale curare anche la persona. La sfida è sviluppare un percorso personalizzato per ogni donna, dato che l’endometriosi si presenta diversamente e non può essere trattata con un approccio uniforme.

L’endometriosi può ridurre significativamente la qualità della vita, influenzando relazioni, lavoro, vita sessuale e maternità. La medicina più avanzata non è solo quella con le tecnologie più moderne, ma anche quella capace di usare competenze e innovazione per creare terapie personalizzate.

In pratica, cosa significa mettere la persona al centro e non solo la malattia?

La centralità della persona non è solo un concetto. Si concretizza in un’équipe che ruota attorno alla donna e alle sue diverse esigenze, non in un servizio isolato. Richiede un lavoro integrato di ginecologi, chirurghi, terapisti del dolore, gastroenterologi, urologi, fisioterapisti, psicologi e altri esperti a seconda delle necessità cliniche. L’endometriosi può colpire diversi organi e avere impatti molto diversi. Pertanto, la risposta deve essere multidisciplinare e personalizzata. Ciò richiede attenzione ai sintomi, valutazione dell’impatto sulla vita quotidiana, desideri riproduttivi, dolore, e supporto continuo alla paziente. È essenziale estendere la comunicazione e l’assistenza anche ai partner o membri della famiglia che cercando supporto.

Cosa distingue questo Centro da un normale ambulatorio specialistico?

La differenza è la gestione complessiva del paziente. Un ambulatorio può fornire una visita, una diagnosi e una terapia, mentre un centro regionale accompagna la donna, coordina gli specialisti, pianifica il trattamento, gestisce il dolore, tutela la fertilità, offre interventi chirurgici quando necessari, supporto psicologico e riabilitazione, raccoglie dati e conduce ricerca. Il cambiamento fondamentale è passare da prestazioni isolate a un percorso integrato. Questo richiede una vasta esperienza clinica e attenzione costante agli sviluppi scientifici.

Qual è uno degli aspetti più complessi della malattia?

Il dolore può diventare una malattia a sé stante, soprattutto dopo anni. La semplice rimozione delle lesioni, in alcuni casi, può non essere sufficiente per eliminarlo. Esiste una componente legata al funzionamento delle vie del dolore e alla “sensibilizzazione centrale”, dove il cervello modifica le aree sensoriali in risposta a impulsi dolorosi prolungati, causando dolore persistente anche dopo il trattamento della causa iniziale. A questa situazione si aggiungono meccanismi psicologici, come la “ruminazione”, un processo mentale complesso e ripetitivo in cui il paziente si concentra incessantemente sui sintomi dolorosi. È fondamentale affrontare questo tema in modo adeguato, riconoscendo la realtà del dolore e la necessità di competenze specifiche, fino a trattamenti altamente specialistici.

Il dolore non deve essere ridotto o semplificato solo a una questione emotiva, visto che una donna con dolore pelvico cronico può sperimentare ansia e perdita di fiducia nel suo corpo. Questo non giustifica che il suo dolore sia etichettato come “psicologico”. L’aspetto emotivo deve essere accolto e trattato quando necessario, ma il dolore ha anche basi biologiche, neurologiche e infiammatorie. Un centro specialistico ha il compito di approfondire, cercare le cause e integrare le terapie.

Come si tutela il progetto riproduttivo di una donna con endometriosi?

Molte donne pianificano una gravidanza in periodi in cui l’endometriosi potrebbe già aver compromesso la fertilità e la riserva ovarica. Pertanto, è fondamentale effettuare una diagnosi tempestiva e valutare precocemente le possibilità di preservare la fertilità, incluso il congelamento degli ovociti, per aumentare così le probabilità di maternità future. Non è una scelta automatica per tutte, ma la gestione dell’endometriosi deve tener conto del progetto di vita della donna.

Il Centro si dedicherà anche alla ricerca. Quale direzione intendete seguire?

Recentemente, stiamo collaborando con l’Istituto Superiore di Sanità (Iss) e l’Università di Messina per studiare estratti di piante mediterranee e le loro potenziali azioni sulle cellule endometriosiche. Stiamo testando l’effetto di sostanze naturali come il verbasco e l’olivo in modelli sperimentali. I primi risultati sono promettenti, ma necessitano di ulteriori verifiche scientifiche. Si tratta di un campo interessante per le potenziali terapie non ormonali contro l’endometriosi. Siamo ancora nella fase di ricerca preclinica, lontano dalle terapie già disponibili.

Quanto è importante formare i professionisti su una malattia così complessa?

È di grande importanza. L’endometriosi è stata a lungo sottovalutata, diagnosticata in ritardo e confusa con disturbi generali. La formazione è essenziale per modificare la cultura clinica. Dolori mestruali invalidanti, dolore durante i rapporti, disturbi intestinali o urinari ciclici, e difficoltà a concepire non devono essere sottovalutati. Devono essere considerati segnali da riconoscere prontamente. Formare significa creare una rete di professionisti che operano con un linguaggio comune, ridurre i tempi di diagnosi e migliorare la qualità dell’assistenza.

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