Emilia Romagna, Manageritalia: competitività e crescita ostacolate da una scarsa managerializzazione

Emilia Romagna, Manageritalia: competitività e crescita ostacolate da una scarsa managerializzazione

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In Emilia-Romagna, il panorama imprenditoriale è caratterizzato da un’alta percentuale di microimprese (94,1%), una minima presenza di grandi aziende (0,1%) e un numero contenuto di piccole (5%) e medie (0,7%) imprese, che risultano generalmente poco gestite a livello manageriale. Questo contesto riflette una situazione simile a quella nazionale, evidenziando come molte imprese non siano pronte ad affrontare sfide complesse come la transizione energetica e digitale e l’impatto di una crisi internazionale che influisce sulla loro capacità di innovare e competere. In Emilia-Romagna si contano 10.854 dirigenti, di cui circa il 16,4% sono donne (cresciute del 78,9% negli ultimi 16 anni), mentre ci sono 22.485 imprese con più di 9 dipendenti su un totale di 383.434. Questo dato indica che la maggior parte delle piccole e medie imprese non ha accesso a manager esterni, una presenza che riguarda solo il 30% delle PMI italiane, a fronte di circa l’80% in Germania, Francia e Spagna.

I dati dimostrano quanto sia cruciale una gestione manageriale per la competitività: le nostre grandi e medie imprese mostrano una produttività in linea o superiore alla media europea, mentre le piccole e microimprese faticano a mantenere lo stesso livello. La crescita e la managerializzazione delle PMI sono temi centrali nell’assemblea di Manageritalia Emilia-Romagna svoltasi giovedì 28 maggio a Villa Clelia, Bologna.

Il divario manageriale rispetto ai principali concorrenti è significativo: in Italia, nel settore privato, ci sono 0,9 dirigenti ogni cento dipendenti, 0,8 in Emilia-Romagna e circa 2-4 nei principali Paesi europei. Non si può colmare questo gap con un incremento del 2,9% dei dirigenti privati nella regione nell’ultimo anno, contro il +2% degli ultimi 16 anni, rispetto a una crescita nazionale del 2,6% nell’ultimo anno e del +12,4% dal 2008 a oggi.

“La bassa presenza di dirigenti nelle PMI dell’Emilia-Romagna rappresenta uno dei principali ostacoli alla crescita e alla competitività del nostro sistema produttivo. Senza competenze manageriali diffuse, è difficile affrontare sfide sempre più complesse come innovazione, digitalizzazione e transizione energetica. È necessario un decisivo cambio di rotta: dobbiamo favorire l’ingresso di manager anche nelle piccole imprese, sostenere la cultura manageriale e guidare le PMI in processi strutturati di sviluppo. Solo così potremo colmare il divario con l’Europa e sfruttare appieno il potenziale dei nostri territori. Servono incentivi per promuovere un cambiamento culturale, e da tempo chiediamo alla Regione di implementare questi strumenti, poiché quelli per gli export manager non sono sufficienti”, ha affermato la presidente di Manageritalia Emilia-Romagna, Cristina Mezzanotte.

Durante la parte pubblica dell’assemblea, oltre alla questione della scarsa managerializzazione delle PMI, sono stati trattati argomenti strategici come la sostenibilità, l’innovazione, l’importanza crescente dell’economia e della finanza circolare, e un approccio human-centric indispensabile per la crescita e la competitività delle aziende. Questi asset richiedono competenze, visione strategica e una rinnovata cultura aziendale, competenze che solo i manager possono garantire accompagnando le imprese nei loro processi di trasformazione. Il dibattito ha permesso di confrontare idee e analisi tra manager esperti e nuove start-up locali come SaferPlaces, Blulend, RAPCO2 e 2G Carbons.

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