Milone, laureata in Scienze Agrarie, rappresenta la quarta generazione di una storica famiglia di vivaisti. Con le sorelle gestisce un’azienda all’avanguardia su circa 30 ettari, dedicata alla coltivazione di agrumi, piante da frutto, olivi e varietà ornamentali, sviluppando e producendo piante certificate fin dalla “fase zero” in un laboratorio di micropropagazione avanzato, assicurando così quantità e qualità, ottimizzando l’uso delle risorse e riducendo l’impatto ambientale.
Socia fondatrice e già vicepresidente dell’Associazione dal 2022, e membro del Gruppo Fiori e Piante del Copa-Cogeca per Cia dal 2025, ora guiderà i Florovivaisti Italiani per i prossimi quattro anni, succedendo a Aldo Alberto.
“Ringrazio tutti per la fiducia e accolgo questo incarico con orgoglio e responsabilità” – ha dichiarato Milone – “consapevole del valore delle imprese del settore”. Il florovivaismo italiano, infatti, “rappresenta un asset strategico del Made in Italy, con circa 24mila aziende, un fatturato vicino ai 3 miliardi di euro e oltre 100mila professionisti specializzati”, ha aggiunto. “Siamo il punto di partenza di filiere fondamentali: dall’agroalimentare al verde urbano, fino alla riforestazione. Senza vivaio non c’è produzione, né un futuro sostenibile”.
“È giunto il momento che questo valore economico si traduca in un reale peso politico” – ha sottolineato la nuova presidente – “Iniziando dall’applicazione completa della legge sul florovivaismo: senza un’identità giuridica chiara non possiamo formare un sistema, né accedere in modo mirato alle risorse per innovare e competere”.
Tra le priorità del suo mandato, Milone ha evidenziato la necessità di ridurre i costi e migliorare la competitività: “Servono misure strutturali per affrontare l’aumento dei costi energetici e delle materie prime, oltre a un sistema fitosanitario nazionale più efficiente e uniforme, capace di proteggere le produzioni e semplificare il lavoro delle aziende”.
È prevista anche una forte attenzione alla gestione delle risorse e alla resilienza climatica: “L’acqua è diventata una variabile critica” – ha spiegato la presidente dei Florovivaisti Italiani – “Dobbiamo passare dall’emergenza alla pianificazione, investendo in infrastrutture per il recupero e il riuso, tecnologie di precisione e soluzioni innovative che rendano i cicli produttivi più sostenibili”. In parallelo, “è fondamentale accelerare la transizione energetica, sostenendo l’autoproduzione da fonti rinnovabili e rendendo i vivai sempre più autonomi ed efficienti”. Sul fronte dell’innovazione, Milone ha affrontato le sfide europee: “Dobbiamo difendere la stabilità del settore, garantendo accesso e sviluppo delle nuove tecniche genomiche e fornendo strumenti adeguati per ridurre l’uso dei fitofarmaci. Serve una sostenibilità concreta: noi non siamo il problema, ma parte della soluzione, poiché contribuiamo attivamente alla qualità ambientale e al sequestro di CO2”. Anche nel dialogo con l’UE sul regolamento imballaggi, “continueremo a sostenere il riconoscimento del vaso come strumento di produzione essenziale e non semplicemente come mezzo di trasporto o commercializzazione”.
Infine, per quanto riguarda le filiere e le competenze: “Dobbiamo proteggere produzioni strategiche come la canapa industriale”. Contemporaneamente, “il florovivaismo oggi è sempre più legato a scienza e tecnologia. È necessario investire nella formazione, attrarre giovani talenti e valorizzare professioni qualificate, rafforzando il legame tra aziende, scuole e università”. L’obiettivo, ha concluso, “è far crescere un settore fondamentale per l’economia e per la qualità della vita e del paesaggio, ottenendo il riconoscimento che merita, sia in Italia che in Europa”.
L’Assemblea dei Florovivaisti Italiani, alla presenza del sottosegretario al Masaf Patrizio La Pietra, è stata conclusa dal presidente di Cia, Cristiano Fini, che ha rivolto a Emanuela Milone i suoi auguri di buon lavoro, enfatizzando: “Il florovivaismo è un patrimonio del Made in Italy e rappresenta una leva decisiva per la competitività del Paese: a questo settore va garantito il massimo sostegno e una prospettiva a lungo termine”.
– foto ufficio stampa Cia –
