CyberShield AI Italia: La Sicurezza Nazionale nel Mondo della Sfida Digitale

CyberShield AI Italia: La Sicurezza Nazionale nel Mondo della Sfida Digitale

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Il Generale di Divisione Marco Lorenzoni dell’Arma dei Carabinieri ha evidenziato il significato dell’iniziativa, affermando: “La risposta che dobbiamo fornire include giorni di dialogo come questo, che unisce istituzioni, aziende, ricerca e università per comprendere a fondo una realtà in rapido cambiamento, in grado di presentare opportunità senza precedenti, insieme a sfide e minacce da non sottovalutare. Come Arma, ci impegniamo con determinazione nello studio, nella formazione e nell’individuazione di strategie innovative e sempre più efficaci per anticipare le azioni di chi minaccia le libertà e i diritti dei nostri cittadini e del nostro Paese.” Ulteriore importanza all’evento è stata conferita dalla partecipazione di Pina Picierno e Antonella Sberna, Vicepresidenti del Parlamento europeo, in collegamento da Bruxelles, e del Sen. Alessandro Morelli, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, tra gli altri. Un’ampia rappresentanza istituzionale ha portato il dibattito sulla sicurezza digitale oltre la dimensione tecnologica, collegandolo a questioni di difesa, cooperazione internazionale, sovranità digitale e alla capacità dell’Italia e dell’Europa di affrontare scenari in continua evoluzione.

Il Ministro della Difesa Guido Crosetto ha rivolto un videomessaggio ai partecipanti di CyberShield AI Italia, testimoniando l’importanza crescente di innovazione tecnologica, cybersecurity e capacità digitali nel settore della difesa nazionale. La difesa digitale, tuttavia, si basa principalmente sulla transizione da una reazione a una prevenzione strategica. Luca Nicoletti, Capo del Servizio Programmi industriali, tecnologici e di ricerca dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN), ha sottolineato l’importanza di rafforzare l’autonomia tecnologica dell’Europa e di stimolare la crescita di capacità imprenditoriali nel settore cyber. “Stiamo lavorando su due fronti: il primo è il rafforzamento dell’autonomia tecnologica, poiché attualmente dipendiamo quasi interamente da tecnologie sviluppate al di fuori dell’Unione europea; il secondo è il potenziamento della capacità imprenditoriale in Italia,” ha dichiarato Luca Nicoletti. “In ACN, abbiamo lanciato un programma di supporto per le startup, già finanziando 23 realtà. Inoltre, abbiamo bisogno di infrastrutture per lo sviluppo della tecnologia: l’Unione europea ha avviato la Cyber AI Strategy e le AI Factories, con 19 iniziative finanziate nel nostro continente.” Digitalizzare non significa solo innovare i servizi e i processi, ma anche renderli capaci di resistere a minacce sempre più sofisticate. Mario Nobile, Direttore Generale dell’Agenzia per l’Italia Digitale (AGID), ha evidenziato l’evoluzione dei servizi pubblici digitali in risposta alla diffusione di agenti di intelligenza artificiale, sottolineando la necessità di sviluppare infrastrutture adeguate per sostenere questo nuovo contesto.

 

“Il futuro ci porterà a servire non solo milioni di persone, ma anche decine di milioni di agenti. Il primo aspetto da considerare è come evolvere l’infrastruttura digitale pubblica per soddisfare questi nuovi e numerosi utenti,”

ha commentato Mario Nobile. “Ciò richiede un approccio collettivo; se non ci uniamo, la nostra capacità di fornire questi servizi viene a mancare. È fondamentale aggregarsi non solo in ambito civile, ma anche in quello militare.” Passando dalla strategia alle minacce concrete, Ivano Gabrielli, Direttore del Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica, ha messo in evidenza la crescente complessità delle minacce informatiche, sottolineando che la protezione dei cittadini e delle attività economiche è ormai un aspetto vitale della sicurezza nazionale. “Oggi affrontiamo una realtà complessa, in cui le istanze di sicurezza per tutelare i cittadini e le attività economiche si uniscono a quelle della sicurezza nazionale,” ha affermato Ivano Gabrielli. “Possiamo osservare questa situazione nelle risposte organizzative degli Stati, dove si nota una continuità e un coordinamento crescente tra le strutture di difesa, le forze di polizia e l’intelligence.” In aggiunta alle dimensioni istituzionali e operative, il dibattito ha incluso anche i responsabili della sicurezza di alcuni dei principali operatori strategici nazionali, tra cui Rocco Mammoliti (Group CISO di Poste Italiane), Francesco Ceraso (Responsabile Security Cyber Intelligence di Eni), Francesco Morelli (Responsabile Cyber & Information Security di FS Security – Gruppo FS), Valerio Giardina (Direttore Sicurezza del Gruppo Enel) e Alessandro Manfredini (Direttore Group Security & Cyber Defence di A2A e Presidente AIPSA). Hanno contribuito anche Mario Beccia (Direttore Cybersicurezza del Segretariato Generale del Consiglio dell’Unione Europea), Alfredo Nunzi (Vice Direttore Esecutivo Governance f.f. di Europol) e Gianpaolo Zambonini (Direttore del Servizio Sicurezza Cibernetica del Ministero dell’Interno). La loro partecipazione ha posto l’accento sulla protezione delle infrastrutture e dei servizi essenziali, evidenziando l’importanza della cybersecurity nella continuità operativa e resilienza dei settori strategici del Paese. Il Presidente dell’ANGI, Gabriele Ferrieri, ha sottolineato la necessità di accorciare le distanze tra chi governa, chi protegge e chi innova: “L’Italia si trova di fronte a una sfida cruciale: trasformare la sicurezza digitale da risposta alle emergenze a una capacità strutturale del Sistema Paese,” ha dichiarato Gabriele Ferrieri. “Dobbiamo investire oggi nelle tecnologie, nelle competenze e nelle imprese che ci renderanno più autonomi e meno vulnerabili domani. CyberShield AI Italia nasce proprio per sistematizzare esperienze e visioni diverse e costruire una nuova cultura della sicurezza, in cui innovazione e protezione vadano di pari passo. Le informazioni emerse oggi saranno valorizzate nel Defence Innovation Papers, con l’obiettivo di presentare proposte concrete alle istituzioni.” Durante l’evento, Roberto Baldassari, Direttore Generale LAB21 e Direttore del Comitato Scientifico ANGI, ha presentato i dati dell’Osservatorio Innovazione e Difesa 2026. Il 38,4% degli intervistati ha identificato l’intelligenza artificiale e i sistemi autonomi come il principale catalizzatore di trasformazione della difesa nei prossimi cinque anni, mentre il 27,6% ha evidenziato la crescente importanza della dimensione cyber.

In termini di minacce future, il 34,2% ha menzionato gli attacchi informatici contro le infrastrutture civili e militari, affermando una percezione della sicurezza sempre più tecnologica e poliedrica. La questione della sicurezza nazionale è inestricabilmente legata all’industria. Tecnologie, ricerca e capacità produttive costituiscono un elemento chiave per ridurre le vulnerabilità e rafforzare l’autonomia strategica del Paese. Biagio Mazzotta, Presidente di Fincantieri S.p.A., ha sottolineato l’interconnessione crescente tra sicurezza, competitività e capacità tecnologica nazionale: “In un mondo sempre più digitale e interconnesso, sicurezza, competitività e autonomia tecnologica non possono più essere considerati obiettivi distinti, ma costituiscono parti di una strategia unificata. La capacità di sviluppare tecnologie strategiche, proteggere infrastrutture critiche e ridefinire la resilienza industriale sono oggi condizioni essenziali per la crescita economica, la sicurezza nazionale e per affrontare le sfide globali. In questo contesto, Fincantieri gioca un ruolo centrale nello sviluppo delle capacità strategiche del Paese, investendo in tutti i settori, da quello subacqueo alla protezione delle infrastrutture critiche, dalla cybersecurity integrata alla progettazione di piattaforme e all’implementazione dell’intelligenza artificiale nei propri lavori e nei suoi prodotti.” Questa visione si estende all’autonomia strategica e tecnologica del Paese, così come alla capacità di proteggere e sviluppare la filiera industriale nazionale. Francesco Macrì, Presidente di Leonardo S.p.A., ha ribadito l’importanza dell’industria e la necessità di consolidare la cooperazione tra pubblico, privato, ricerca e università: “La protezione e lo sviluppo dell’autonomia strategica e tecnologica rappresentano un’agenda fondamentale per il Paese. Leonardo ha la responsabilità di supportare lo sviluppo di una filiera di 4.500 fornitori, l’84% dei quali è composto da piccole e medie imprese: un sistema industriale da proteggere e sviluppare,” ha affermato Francesco Macrì. “L’intelligenza artificiale ha accelerato ogni processo e dobbiamo integrarla sia nei nostri modelli produttivi che in ambito difensivo. Nessuna azienda e nessun Paese possono affrontare questa sfida da soli: è essenziale unire pubblico, privato, ricerca e università. L’autonomia strategica non significa isolamento, ma piuttosto la capacità di competere da una posizione di vantaggio e competenza, decidendo con chi collaborare.”

Il tema della sovranità digitale e della protezione delle comunicazioni è stato esplorato da Alessandra Michelini, Amministratrice Delegata di Telsy, la quale ha sottolineato l’importanza di rafforzare le capacità tecnologiche nazionali ed europee e di ridurre le dipendenze critiche: “La sicurezza delle comunicazioni rappresenta un pilastro fondamentale per costruire una piena autonomia digitale. È essenziale continuare a lavorare sulla tecnologia e, soprattutto, sulle dipendenze critiche che siamo ancora costretti a mantenere nei confronti di alcune regioni del mondo,” ha affermato Alessandra Michelini. “Dobbiamo continuare a fare sistema, investendo nell’industria nazionale e, in particolare, sulla sua capacità di proseguire l’innovazione.” Ne deriva un messaggio chiaro: nessuna infrastruttura può essere realmente resiliente senza una rete di competenze altrettanto solida. La risposta alle nuove minacce richiede quindi un ecosistema nel quale istituzioni, sicurezza, ricerca e industria possano condividere conoscenze, individuare criticità e sviluppare soluzioni prima che le vulnerabilità si trasformino in emergenze. Proprio in questo contesto, eventi come CyberShield AI Italia diventano essenziali. Riunire decisori pubblici, strutture operative e aziende in un solo luogo significa promuovere un confronto che non si limiti all’analisi, ma possa dar vita a proposte, indirizzi e nuove modalità di collaborazione. La sicurezza digitale diventa così un terreno su cui misurare non solo la capacità di difesa, ma anche quella dell’intero Paese di innovare senza aumentare l’esposizione ai rischi. L’iniziativa ha ricevuto supporto da Bitdefender, CyberQuam, Check Point, Fata Informatica, IT Centric, Fortinet, NetApp, Panasonic Connect – TOUGHBOOK, Tropico Security, Studio Guarino e dai partner AI.ESRA, aizoOn Technology Consulting, BIP CyberSec, LibraCyber, Lutech, Negg Group, Polo Strategico Nazionale, RINA, SAP, Teleconsys, Tinexta e Zenita Group. La giornata di Roma, però, rappresenta solo l’inizio. Le priorità e le raccomandazioni emerse confluiranno nel Defence Innovation Papers di ANGI, che sarà presentato al Governo e alle Commissioni parlamentari competenti. Questo passaggio è stato concepito per dare continuità al dialogo e portare all’attenzione delle istituzioni le richieste emerse da istituzioni e industria nel dibattito sulle future strategie italiane in tema di cybersecurity, intelligenza artificiale e sicurezza nazionale.

– foto ufficio stampa Associazione Nazionale Giovani Innovatori –

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