Inaugurato il nuovo anno "Auxilium": Beccalli su "Educazione e IA: tra ambivalenze e responsabilità"

Inaugurato il nuovo anno “Auxilium”: Beccalli su “Educazione e IA: tra ambivalenze e responsabilità”

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Un notevole interesse ha accompagnato la prolusione di Elena Beccalli, Rettrice dell’Università Cattolica di Milano, intitolata: “Educare con l’intelligenza (artificiale). Tra ambivalenze e responsabilità.” Un argomento di grande rilevanza che la professoressa Beccalli ha suggerito di affrontare con un “approccio che posizioni la tecnologia in un contesto di intelligenza relazionale. Un’intelligenza che intreccia relazioni; valorizzando l’interconnessione tra individui e comunità e ponendo la responsabilità condivisa (per il benessere integrale dell’altro) come obiettivo primario.”

Riflettendo sul legame tra individuo, intelligenza artificiale e responsabilità, la professoressa Beccalli ha sottolineato come l’educazione sia uno strumento orientativo in un contesto di trasformazione rapida e radicale senza precedenti. “Questo mi ha portato a proporre un Patto educativo per le nuove tecnologie e l’intelligenza artificiale, che può essere considerato un ulteriore pilastro del Global Compact on Education, nell’ottica di un’educazione digitale che risponda a una delle tre nuove sfide educative delineate da Papa Leone XIV. La rete delle istituzioni cattoliche può farsi promotrice del Patto. In particolare, le Università Cattoliche e Pontificie possono fungere da laboratori per sviluppare intelligenza emotiva, spirituale, relazionale e sociale; conducendo con saggezza e creatività una ricerca approfondita sulla complessa relazione tra intelligenza artificiale e umanità; contribuendo a valorizzare le potenzialità derivanti per vari settori scientifici e della realtà; guidandole sempre verso applicazioni eticamente qualificate al servizio della coesione sociale e del bene comune.”

Accogliendo gli ospiti, la preside della Facoltà Auxilium, professoressa Piera Ruffinatto, ha riflettuto sul compito di “educare alla pace: il sapere come cura”. In un’epoca segnata da conflitti, disuguaglianze e frammentazione sociale, “il sapere che cura” – ha evidenziato la professoressa Ruffinatto – “è quello che va oltre l’accumulo di nozioni, interrogandosi, ascoltando, generando dialogo e aprendo orizzonti di speranza.” Questa “conduce a una doppia consapevolezza: quella della responsabilità che ci interpella come comunità educativa e quella della potenzialità trasformativa che il sapere può avere quando è al servizio della persona e del bene comune. Educare alla pace implica riconoscere che ogni atto formativo è anche un atto di cura.”

Ciò implica – auspica ancora la preside – “la necessità di istituzioni educative che fungano da laboratori di pace, dove si sperimenti concretamente un diverso modo di coesistenza; di docenti, studenti e ricercatori pronti a confrontarsi con le sfide del presente e al contempo in grado di guardare oltre, immaginando e costruendo futuri più giusti e fraterni.”

In chiusura, è stata proclamata professoressa Rosangela Siboldi come docente emerito di Teologia Pastorale, seguita dal saluto di Madre Chiara Cazzuola, Gran Cancelliere della Facoltà e Superiora generale delle Figlie di Maria Ausiliatrice, che ha ufficialmente aperto l’anno accademico 2025-2026.

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