“Presentare questo progetto” – ha dichiarato la rettrice dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, Elena Beccalli, in collegamento da Milano – “è una chiara dimostrazione della nostra missione di essere una università di ricerca, capace di promuovere un dialogo produttivo tra generazioni e tra discipline. In questo contesto, si inseriscono progetti di particolare rilevanza per l’Ateneo, supportati da risorse interne e volti a esplorare in una chiave interdisciplinare le grandi questioni contemporanee, come gli effetti della crisi climatica e la lotta contro le disuguaglianze. Proprio in questa ottica si colloca il progetto CER-CARE, dedicato ad analizzare, nel triennio passato, la natura e l’impatto delle Comunità Energetiche Rinnovabili, intese come strumenti di innovazione sociale e tecnologica, in risposta alle disuguaglianze energetiche.”
Secondo suor Alessandra Smerilli, prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, “l’ecologia integrale non si limita a prendersi cura del pianeta e della natura: implica la cura delle relazioni con gli altri, con il creato, ma anche con noi stessi e con Dio. Questo è il significato di ‘integrale’. È fondamentale coniugare ricerca e professionalità con uno sguardo che ci consenta di percepire il mondo come un insieme di relazioni da costruire e proteggere.” Per la professoressa Alessandra Vischi, responsabile del progetto sulle CER, “uno degli aspetti più significativi di questi tre anni di ricerca è stato il lavoro interdisciplinare, interfacoltà e intersede, che ha consentito di mettere in dialogo saperi, competenze e linguaggi diversi, proseguendo nella direzione di una research university. La collaborazione tra diverse facoltà ha costituito un valore aggiunto per una ricerca universitaria sempre più imperniata sull’integrazione delle conoscenze, per affrontare le sfide contemporanee in linea con i valori identitari e la missione dell’Ateneo.”
“È un onore per l’Università Cattolica del Sacro Cuore collaborare con realtà come Borgo Laudato si’, condividendo intenti e obiettivi, soprattutto attraverso l’Alta Scuola per l’Ambiente, nata prima della pubblicazione della Laudato si’”, ha commentato monsignor Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Ateneo. “Borgo Laudato Si’ dimostra che la transizione energetica non è solo una necessità tecnologica, ma un’opportunità per ripensare il nostro rapporto con l’ambiente e con le comunità locali. È da questa visione che emerge il modello di un vero e proprio ‘distretto a energia positiva’, in cui ingegneria e innovazione sono messi al servizio della comunità, della tutela dell’ambiente e delle generazioni future” ha aggiunto Antonino Errigo, Segretario Generale del Centro di Alta Formazione Laudato si’.
Il progetto CER-CARE è un’iniziativa triennale che ha coinvolto sei gruppi di lavoro organizzati attorno alle facoltà di Scienze della formazione, Scienze matematiche, fisiche e naturali, Scienze bancarie, finanziarie e assicurative, Scienze politiche e sociali, Scienze agrarie, alimentari e ambientali, Economia e Giurisprudenza. La ricerca ha mostrato che, sebbene le CER abbiano un forte potenziale inclusivo, tendono a svilupparsi principalmente in contesti già dotati di risorse economiche, competenze tecniche, capitale sociale e amministrazioni efficienti. Questo significa che le aree più vulnerabili, dove i benefici sarebbero più necessari, affrontano maggiori ostacoli alla diffusione delle CER. Secondo i ricercatori della facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali, è fondamentale quindi non solo incentivare economicamente, bensì sviluppare politiche pubbliche mirate che supportino le amministrazioni locali e creino modelli organizzativi in grado di coinvolgere cittadini e famiglie vulnerabili.
Per il corretto funzionamento delle CER, come evidenziato dalla facoltà di Scienze della formazione, sono imprescindibili leadership carismatiche, cittadini informati, senso di responsabilità e capacità di cooperazione; pertanto, la formazione riveste un ruolo cruciale. Tra i risultati del progetto, dal punto di vista finanziario, la facoltà di Scienze bancarie, finanziarie, assicurative ha analizzato come strutturare i contratti tra CER e società di servizi energetici (ESCo) per incentivare l’impegno dell’operatore, distribuire il rischio e preservare le finalità sociali della comunità.
L’obiettivo è identificare condizioni contrattuali e interventi di policy che migliorino la sostenibilità finanziaria delle CER, senza compromettere il loro scopo sociale. In ambito giuridico, la ricerca ha evidenziato alcune criticità del quadro normativo attuale che possono influenzare la certezza del trattamento fiscale e, di conseguenza, le scelte organizzative degli operatori. Nello studio condotto dalla facoltà di Economia e Giurisprudenza è emerso anche il bisogno per le CER di bilanciare obiettivi economici e sociali, generando potenziali conflitti decisionali. Questo ha portato all’identificazione di un meta-requisito progettuale per gestire il trade-off tra efficienza e inclusione, così come alla definizione di principi per lo sviluppo di dashboard in grado di supportare decisioni trasparenti attraverso simulazioni ad hoc, tracciando i dati e utilizzando indicatori multidimensionali d’impatto.
La ricerca ha anche portato, grazie al contributo della facoltà di Scienze politiche e sociali, alla creazione di linee guida in un libretto operativo, contenente soluzioni regolatorie, organizzative e di processo più adeguate ai diversi modelli di CER e obiettivi specifici. Infine, il gruppo di ricerca della facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali ha realizzato un solido “ponte energetico” tra la CER promossa dall’Università Cattolica del Sacro Cuore e da EDUCatt e il progetto eXnovo, della cooperativa sociale L’Orto Botanico, un’iniziativa di agricoltura sociale nata all’interno della Casa Circondariale di Piacenza, con un vantaggio reciproco: da un lato, la CER ha ottenuto un’ulteriore garanzia di consumo dell’energia prodotta, mentre il progetto eXnovo ha potuto acquistare energia a un prezzo di mercato molto vantaggioso, assicurandosi un ulteriore elemento di sostenibilità economica, non sempre facile da ottenere in contesti sociali difficili. Questa esperienza ha dimostrato come una comunità energetica rinnovabile possa avere una forte connotazione sociale e diventare uno strumento concreto di solidarietà.
– Foto ufficio stampa Università Cattolica –
