Le donne della dinastia Medici e il loro impatto sulla cultura rinascimentale, così come le reti di relazioni che si svilupparono dalla Toscana alle corti europee, sono stati i temi principali della conferenza internazionale “Isabella de’ Medici (1542-1576): Mecenatismo femminile, reti culturali e musica tra la Toscana e l’Europa del XVI secolo”, tenutasi sabato 19 settembre nella Sala Pegaso di Palazzo Strozzi Sacrati a Firenze, sede della Presidenza della Regione Toscana.
L’evento, organizzato da Le Vie dei Medici APS in collaborazione con la Fondazione Guido d’Arezzo, si è inserito nelle celebrazioni per il 450° anniversario della scomparsa di Isabella de’ Medici e nel progetto “Le donne Medici dalla Toscana all’Europa”, concepito per approfondire e valorizzare il contributo femminile nella storia della famiglia medicea.
La giornata è stata inaugurata da un videomessaggio dell’assessora regionale alla Cultura Cristina Manetti, ideatrice del progetto “La Toscana delle donne”. Hanno seguito gli interventi di Patrizia Vezzosi e Carla Giuseppina Romby, rispettivamente presidente e vicepresidente de Le Vie dei Medici, della presidente della sezione fiorentina di Italia Nostra, Laura Manganaro, e di Anna Scattigno, vicepresidente dell’Associazione Archivio per la memoria e la scrittura delle donne “Alessandra Contini Bonacossi”.
Il confronto accademico, introdotto da Marco Mangani, docente di Musicologia e Storia della musica all’Università di Firenze, ha messo in luce la figura di Isabella de’ Medici e il contributo delle donne nelle reti culturali e artistiche del Cinquecento.
L’archivista Elisabetta Mori ha ricostruito il profilo di Isabella, evidenziando il suo ruolo come diplomatica, mecenate e intellettuale. Catherine Deutsch, docente della Sorbonne Université e membro senior dell’Institut Universitaire de France, ha presentato “Digital Casulana”, un progetto multimediale dedicato a Maddalena Casulana, compositrice rinascimentale associata a Isabella de’ Medici e una delle prime donne a rivendicare il proprio ruolo di autrice musicale.
Cecilia Luzzi, docente del Conservatorio di Cesena-Rimini e referente della Fondazione Guido d’Arezzo, ha analizzato i rapporti tra le corti europee attraverso la poesia e la musica. A chiudere la sezione musicale della conferenza sono state le performance dell’Ensemble Passi Sparsi.
Il filo conduttore degli interventi è stata l’opportunità di reinterpretare il Rinascimento grazie al contributo delle donne e alle relazioni culturali che hanno creato, fondendo storia, musica, arte, archivi, strumenti digitali e valorizzazione del territorio.
Questa conferenza è parte del progetto più ampio Le Vie dei Medici, attivo da oltre vent’anni nella promozione dei percorsi legati all’eredità della famiglia medicea. L’obiettivo è creare un “museo diffuso” in grado di collegare ville, borghi, paesaggi e comunità della Toscana, estendendo progressivamente la rete a livello europeo. Tra le realtà coinvolte figurano il Comune di Cerreto Guidi, Italia Nostra, l’Associazione Archivio per la memoria e la scrittura delle donne “Alessandra Contini Bonacossi” e la Fondazione Guido d’Arezzo.
Nel pomeriggio, l’iniziativa ha proseguito alla Villa Medicea di Cerreto Guidi con una visita guidata, dedicata in particolare al ritratto di Isabella de’ Medici, raffigurata mentre tiene tra le mani un madrigale.
Il progetto “Le donne Medici dalla Toscana all’Europa” mira ora anche alla candidatura de Le Vie dei Medici come Itinerario culturale del Consiglio d’Europa. Il prossimo appuntamento internazionale è previsto per Bruxelles il 2 dicembre 2026.
