Cereali: Firmato un Memorandum di Intesa tra CREA e CIMMYT

Cereali: Firmato un Memorandum di Intesa tra CREA e CIMMYT

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Questa collaborazione segna una straordinaria opportunità per integrare l’expertise globale del CIMMYT nello sviluppo di varietà di frumento adatte a climi aridi con la lunga tradizione del CREA nella conoscenza dell’ambiente mediterraneo e degli alti standard qualitativi dell’industria della pasta italiana”, ha dichiarato Karim Ammar, Responsabile del programma del grano duro presso il CIMMYT.

Il CIMMYT è un leader mondiale nella ricerca su mais e frumento, parte dell’organizzazione internazionale CGIAR (Consultative Group for International Agricultural Research), ed è anche l’erede del Premio Nobel per la Pace, Norman Borlaug, padre della “Rivoluzione Verde” che ha salvato milioni di persone dalla fame. La sua banca di germoplasma è la più grande al mondo e la sua missione, sebbene focalizzata sul Sud del mondo, prevede la libera condivisione di materiali genetici avanzati anche con Paesi come l’Italia. Molte delle varietà di grano duro coltivate in Italia derivano direttamente o indirettamente dal materiale genetico fornito dal CIMMYT in Messico. Il CREA, con il suo centro di Cerealicoltura e Colture Industriali, rappresenta ancora oggi il nucleo della ricerca italiana sulla filiera del grano duro, conservando la tradizione secolare del miglioramento genetico italiano, iniziata dal genio di Nazareno Strampelli. Il grano “Senatore Cappelli”, sviluppato a Foggia, ha rivoluzionato l’agricoltura italiana del ‘900, e il suo DNA è presente nell’80% dei grani duri coltivati globalmente.

L’accordo prevede quattro pilastri strategici: sviluppo di nuove varietà, scambio tecnologico e metodologico, condivisione di dati e risorse, formazione e mobilità. “Il materiale genetico d’eccellenza del CIMMYT, adattato a climi aridi, si connetterà con l’esperienza del CREA nella selezione di varietà idonee all’ambiente mediterraneo e alle esigenze qualitative dell’industria della pasta italiana – si legge in una nota -. Sarà facilitato l’accesso reciproco ai protocolli più innovativi per la selezione assistita da marcatori, la selezione genomica e le tecniche agronomiche sostenibili, come agricoltura conservativa, gestione dell’acqua e dei nutrienti. Inoltre, sarà potenziato lo scambio già esistente, ma informale, di linee genetiche promettenti, permettendo ai ricercatori italiani di attingere a un bacino di diversità genetica molto più ampio per i loro programmi di breeding. Infine, sarà istituito un “ponte” permanente tra Italia e Messico che faciliterà il flusso di ricercatori, dottorandi e tecnici, garantendo un costante aggiornamento delle competenze e formando una nuova generazione di genetisti italiani con profilo internazionale”.

– Foto Pexels –

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