Biotecnologie: la domanda di lavoro crescerà nei prossimi dieci anni

Biotecnologie: la domanda di lavoro crescerà nei prossimi dieci anni

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È quanto evidenziato dal recente studio predittivo sulle tendenze occupazionali delle professioni nel settore biotech italiano, realizzato da EY e Assobiotec, presentato oggi a Napoli durante l’evento “Biotech future: competenze e opportunità nel settore”.

In confronto ai dati del 2022, l’analisi settoriale rivela che in tutti e tre i segmenti del biotech considerati – agro-alimentare e zootecnico, biomedico e sanitario, e industria e ambiente – si prevede un aumento della domanda di lavoratori specializzati e una diminuzione per i profili a bassa qualificazione. Questo aumento è spinto dall’innovazione tecnologica, mentre la riduzione è principalmente attribuibile all’automazione delle attività meno specializzate.

L’analisi ha anche messo in luce che la continua evoluzione tecnologica avrà un impatto sempre più rilevante sul futuro dell’occupazione, agendo come un acceleratore del processo di obsolescenza delle professioni. Infatti, lo studio indica significativi cambiamenti nelle competenze richieste per tutte le professioni analizzate. Questo trend influirà notevolmente sulla capacità di reclutare talenti nel settore, con le aziende che si aspettano di dover affrontare crescente difficoltà nel trovare profili adeguati per oltre il 60% delle professioni biotech, in corrispondenza anche a una crescita della domanda lavorativa.

Secondo Federico Viganò, membro del Consiglio di Presidenza di Assobiotec-Federchimica, “le informazioni presentate oggi confermano che l’evoluzione continua del settore non solo sosterrà questa tendenza, ma porterà anche profonde trasformazioni nelle competenze, rendendo sempre più difficile per le aziende trovare i profili biotech necessari sul mercato”.

“Per prepararci adeguatamente al futuro che ci aspetta, in un contesto in rapida trasformazione, è quindi essenziale instaurare un dialogo proattivo tra imprese, Università e ITS per allineare sempre meglio i percorsi formativi con le esigenze del mercato del lavoro”.

Carlo Chiattelli, Partner e People Consulting Leader di EY Italia, sottolinea come “una forza lavoro altamente qualificata e una forte intensità di ricerca e innovazione hanno reso il biotech un settore strategico per l’economia italiana. Il nostro studio conferma che la domanda di lavoro in questo campo continuerà a espandersi, offrendo opportunità significative per i giovani che completano studi terziari, sia universitari che tecnici. È cruciale rendere chiaro il potenziale occupazionale e le possibilità professionali offerte dal settore biotech, potenziandone l’attrattività, specialmente per i talenti giovani e altamente qualificati”.

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