"Battisti: Aeroporto di Palermo in Espansione, Ponte Strategico tra Tre Continenti" - Agenzia Italpress

“Battisti: Aeroporto di Palermo in Espansione, Ponte Strategico tra Tre Continenti” – Agenzia Italpress

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In che modo sta evolvendo il ruolo del trasporto aereo a livello globale?

“Oggi, il trasporto aereo rappresenta un elemento fondamentale nella moderna geografia economica mondiale. Non si tratta solo di rotte o infrastrutture; il sistema aeroportuale è divenuto un nodo strategico che unisce politica, economia e sicurezza.
Le attuali rotte aeree riflettono logiche geopolitiche e industriali, evidenziando gli equilibri tra blocchi economici e le nuove catene globali di valore. In questo scenario, gli aeroporti non sono più solo punti di passaggio, ma piattaforme nazionali per la competitività e la coesione territoriale. Palermo si inserisce in questa evoluzione con una naturale inclinazione a collegare Europa, Nord Africa e Medio Oriente”.

Quali relativi rischi e sfide porta la geopolitica per un’infrastruttura come l’aeroporto di Palermo?

“Ci troviamo in un periodo di incertezza sistemica, con conflitti regionali, tensioni commerciali, vulnerabilità tecnologiche e sfide energetiche che ridefiniscono i flussi globali.
Per affrontare tutto ciò, sono necessari aeroporti resilienti, flessibili e con solide governance. Gli investitori internazionali cercano stabilità, sicurezza e progetti credibili in ottica ESG. Palermo ha la possibilità di offrire questo, forte della sua posizione strategica nel cuore del Mediterraneo e di una visione industriale a lungo termine”.

Il 2025 è stato un anno di conferma per Palermo. Come negoziate i vostri risultati?

“I dati parlano chiaro: 9,2 milioni di passeggeri, un load factor dell’87,4%, un EBITDA di 31 milioni, con un aumento del +33% rispetto al piano.
Ma ciò che conta realmente non è solo la performance, ma la direzione del cambiamento che stiamo avviando; stiamo trasformando Palermo in un hub mediterraneo, un ponte strategico tra tre continenti.
La crescita del traffico internazionale, che oggi rappresenta il 34% del totale, dimostra la nostra proiezione globale”.

Quali sono le linee strategiche per guidare la crescita nei prossimi anni?

“Abbiamo delineato una prima roadmap per il periodo 2025-2035 suddivisa in tre fasi. Consolidamento (2025-2027): potenziamento infrastrutturale, efficienza operativa e sostenibilità finanziaria; Espansione (2028-2031): apertura di nuove rotte intercontinentali e sviluppo del cargo e dei servizi non aviation; Leadership (2032-2035): posizionamento di Palermo come piattaforma mediterranea integrata di trasporto, energia e innovazione.
Abbiamo già avviato un piano di investimenti da 68 milioni di euro, con obiettivi chiari di superare i 13 milioni di passeggeri, diventare al 100% energeticamente autonomi e portare i ricavi non aviation oltre il 30%”.

Sostenibilità e digitalizzazione rappresentano i cardini del vostro piano. Quali azioni concrete state intraprendendo?

“Abbiamo già raggiunto il livello ACA 3+ per la neutralità carbonica e miriamo alla carbon neutrality entro il 2035.
Stiamo investendo in impianti fotovoltaici, infrastrutture SAF-ready e politiche di economia circolare “zero waste”.
Nel campo digitale, stiamo implementando il digital twin dell’aeroporto, l’assistente virtuale “Fly” e sistemi biometrici di ultima generazione.
Grazie a queste innovazioni, i tempi di controllo passeggeri si ridurranno notevolmente.
Il nostro modello è chiaro: tecnologia a servizio dell’efficienza e dell’esperienza umana”.

Come si colloca Palermo nel contesto competitivo a livello nazionale ed europeo?

“Attualmente siamo il nono aeroporto italiano per traffico, ma stiamo crescendo più rapidamente della media nazionale.
L’Italia è il Paese europeo con il tasso di crescita passeggeri più elevato e Palermo è uno dei principali driver di questa espansione.
Con 96 destinazioni in 25 Paesi, il nostro aeroporto si è trasformato in un hub regionale di rilevanza internazionale, in grado di attrarre flussi turistici, commerciali e cargo.
In sostanza, siamo una piattaforma di connessione economica e culturale tra Europa e Mediterraneo”.

Qual è il contributo dei capitali privati a questo percorso di crescita?

“Un contributo essenziale. Attualmente stiamo costruendo un modello di governance che sia controllato e performante, in piena coerenza con il nostro statuto e le deleghe operative stabilite dal Consiglio di Amministrazione.
Il nostro piano condiviso con Enac da 68 milioni di euro è aperto a collaborazioni con investitori industriali e finanziari.
L’obiettivo non è solo quello di raccogliere risorse, ma di creare alleanze di lungo periodo con partner capaci di condividere competenze e visione”.

E per quanto riguarda il territorio? Qual è l’impatto reale dell’aeroporto sull’economia siciliana?

“L’Aeroporto di Palermo non è solo un’infrastruttura, ma un motore di sviluppo. Il suo impatto economico stimato è di 860 milioni di euro, pari al 3,2% del PIL provinciale, generando oltre 12.500 posti di lavoro diretti e indiretti.
Ogni euro prodotto dall’aeroporto ne genera 3,2 nell’economia locale. Questo significa che la nostra missione va oltre la gestione dei voli; intendiamo creare valore per la Sicilia, con una visione industriale, sostenibile e sociale al contempo”.

In sintesi, come vede Palermo nel 2035?

“Immagino un aeroporto moderno, sostenibile e digitale, aperto e competitivo. Un’infrastruttura che connette persone, economie e culture, rendendo la Sicilia una piattaforma europea per il futuro. Palermo non sarà soltanto un punto di arrivo o partenza, ma un motore di trasformazione e identità”.

– Foto ufficio stampa Gesap –

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