Il ministro ha esaminato l’impegno del Governo per il settore, iniziando dalla creazione di un tavolo automotive permanente con enti, sindacati e aziende, rappresentate da Anfia, a cui si è aggiunto il tavolo su Stellantis, concluso nel dicembre 2024 con il Piano Italia che, come ha rilevato Urso, “ha portato a un piano industriale più in linea con gli interessi nazionali, impegnandosi a non chiudere impianti né a procedere con licenziamenti, in contrasto con quanto avviene nel resto d’Europa.”
“Questo percorso – ha aggiunto – ha reso possibile nel 2025 il lancio di nuovi modelli e 7 miliardi di acquisti nel settore della componentistica italiana, segnando una positiva inversione di tendenza già dalla fine dell’anno scorso, ulteriormente rafforzata nei primi mesi del 2026.” Il ministro ha quindi ripercorso l’impegno dell’Italia in Europa, pioniera nella revisione delle politiche per l’automotive fin dal non-paper di ottobre 2024, che ha contribuito a anticipare la modifica del regolamento sulle emissioni di CO2 e a posticipare le cosiddette ‘supermulte’ che avrebbero gravato sul settore.
Un impegno che continua ora nel dialogo con la Commissione europea, la cui proposta di revisione del pacchetto CO2 del 16 dicembre, ha sottolineato Urso, “va nella giusta direzione, ma è ancora inadeguata. Il 2026 deve essere l’anno delle riforme e del cambiamento. Decisioni audaci e pragmatiche della Commissione sono necessarie per tutelare e rilanciare la produzione automobilistica europea: piena neutralità tecnologica, supporto concreto alla filiera e accelerazione immediata dell’Industrial Accelerator Act. Non possiamo permetterci ulteriori ritardi.”
Il ministro ha quindi annunciato la convocazione di un nuovo Tavolo automotive prima dell’estate, per fare il punto sull’implementazione del Piano Italia da parte di Stellantis e definire, insieme alle Regioni, eventuali ulteriori iniziative a sostegno della transizione e dello sviluppo del settore. Durante l’incontro sono state finalmente presentate le misure di politica industriale per i prossimi anni, a partire dal nuovo Dpcm che prevede fino al 2030 circa 1,6 miliardi del fondo automotive, destinando il 75% delle risorse al supporto dell’offerta, con particolare attenzione a innovazione, investimenti produttivi e filiera. Su queste misure, il ministro ha avviato un confronto con le Regioni per definirne l’implementazione territoriale, valorizzando sinergie su investimenti, filiere e competenze.
– Foto ufficio stampa Mimit –
