Assicuriamo il 25% di PET riciclato ai nostri consorziati, ma è necessaria l'introduzione di sanzioni per raggiungere l'obiettivo nazionale.

Assicuriamo il 25% di PET riciclato ai nostri consorziati, ma è necessaria l’introduzione di sanzioni per raggiungere l’obiettivo nazionale.

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“A partire da quest’anno, è obbligatorio l’inserimento del 25% di materiale riciclato nelle bottiglie. Abbiamo potuto constatare in prima persona cosa significhi imporre tale requisito”, ha dichiarato Corrado Dentis, presidente di Coripet, consorzio autonomo e volontario dedicato alla raccolta e al riciclo dei contenitori in PET. Dentis ha parlato durante la Conferenza Nazionale Industria del Riciclo 2025, organizzata dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile in collaborazione con Conai e Pianeta2030, con il patrocinio di Mase e della Commissione Europea.

“Abbiamo fornito il 25% di materiale riciclato, in linea con le disposizioni di legge, a tutti i consorziati produttori – ha continuato Dentis – così da garantire il rispetto degli obblighi normativi. Questo è stato possibile grazie a una catena di custodia che inizia dalla raccolta e segue l’intero processo fino alla consegna di un PET riciclato di altissima qualità ai nostri soci. Negli ultimi anni, in collaborazione con l’Università Federico II di Napoli, abbiamo condotto uno studio su più di mille campionature lungo tutta la filiera. La capacità produttiva del polimero in Estremo Oriente è dodici volte quella dell’intera Europa; nonostante queste enormi dimensioni e dinamiche, abbiamo comunque creato un modello in grado di rispettare la legge, fornendo ai nostri soci un polimero a condizioni economiche stabili, tracciato e made in Italy, conforme alle normative sull’uso di E-PET europeo”.

“Il nostro modello rappresenta oltre il 40% del consumo complessivo, e ci auguriamo che anche gli altri produttori adottino l’approccio di Coripet. Tuttavia, una parte significativa del mercato, approfittando di un vuoto normativo senza sanzioni, continua a non rispettare gli obblighi, utilizzando PET vergine di importazione, attratta da prezzi più competitivi. È cruciale colmare questa lacuna, specialmente considerando che la concorrenza, in particolare quella cinese, riguarda sia il polimero vergine che quello riciclato”.

Fonte notizia

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