Tra i 46 stand presenti nel padiglione 15 dell’area fieristica che ospitò l’Expo nel 2015, il primo bancone che attira l’attenzione dei visitatori all’ingresso è dedicato a una certezza della cucina siciliana: lo street food. Con il profumo degli arancini che friggono e le panelle in bella vista su grandi vassoi, i passanti non possono resistere all’invito a fermarsi anche solo per dare un’occhiata.
È un’esplosione di colori, sapori e aromi: dai dolci come cannoli e cassate, fino a delizie salate, con il tipico pani ca’ mèusa ripieno di milza di vitello. I visitatori si sentono immediatamente trasportati nel cuore della Sicilia. Lo street food siciliano ha mostrato una crescita nel tempo, conquistando spazi di mercato anche oltre i confini regionali.
“C’è una forte richiesta – commenta Alfonso Crapanzano, presente da 25 anni alle edizioni di dicembre di “Artigiano in Fiera”, che gestisce la sua attività a Comitini, nei pressi di Agrigento, “Dolci e Salati”. “La domanda è emersa dalla necessità di portare questa tradizione culinaria in tutta Italia, e infatti sta funzionando”.
“Quello affrontato in questi giorni è stato un test fondamentale e positivo tanto per noi quanto per gli organizzatori. Si è rivelata una scommessa vincente. Per quanto riguarda la produzione presentata in fiera, tutto ciò che esponiamo proviene dal nostro forno. Siamo nati come produttori di dolci; le cassate e i cannoli sono stati il nostro punto di partenza. Riteniamo che la ricotta sia un prodotto d’eccellenza, e sottolineo che deve essere siciliana: se ciò avviene, possiamo dire di vincere”, sorride.
La pasticceria si intreccia in modo indissolubile con i gusti e i profumi della frutta. L’Arancia rossa di Sicilia, certificata Igp, è protagonista nella creazione di dolci caldi e freddi, oltre che nelle marmellate. Non possiamo dimenticare i mandarini e i limoni di Siracusa, anch’essi riconosciuti a livello europeo. L’alta qualità delle materie prime è ciò che cercano i produttori di confetture, come afferma Salvatore La Rosa di “Le tre castagne dell’Etna”. Fondata nel 2018, questa azienda di provincia di Catania si è specializzata in marmellate e creme. “Utilizziamo frutta freschissima, producendo confetture con ingredienti di prima scelta provenienti dalla Sicilia. Oltre alle arance e ai limoni, trattiamo anche fichi d’india e gelso nero, pulendoli e bollendoli. Una volta raggiunta la temperatura ottimale, aggiungiamo zucchero, ma in piccole quantità”.
La Sicilia non è solo conosciuta per la frutta fresca, ma anche per quella secca, grazie al crescente ruolo del pistacchio sul mercato sia nazionale che internazionale. Questa prelibatezza verde ha guadagnato popolarità tra adulti e bambini, ed è associata principalmente alla città di Bronte. Qui si trova uno degli stand più visitati del padiglione, quello di Caraci Sicily Food. La loro specialità? Ovviamente il pistacchio Dop che cresce ai piedi dell’Etna.
“È un prodotto incredibilmente buono in tutte le sue forme”, afferma con orgoglio Carmelo Caraci, titolare dell’azienda. “È un onore per noi presentare in fiera questo frutto prelibato della nostra terra. Il pistacchio è estremamente versatile: ci permette di creare una vastissima gamma di dolci, dalla crema al croccante, fino alle torte, senza dimenticare le preparazioni salate. Offriamo anche pesti in diverse combinazioni: pistacchio con tartufo, con tonno, con funghi porcini… Insomma, utilizziamo il pistacchio in tutte le sue sfaccettature. L’essenza pura, infatti, è destinata alla pasticceria e alla gelateria”.
Il pistacchio trova spazio anche in altri settori, come quello cioccolatiero, dando vita a barrette irresistibili. Se poi parliamo del cioccolato di Modica, la combinazione regalata dal pistacchio diventa esplosiva. Durante la fiera lombarda, non manca mai la folla davanti all’unico stand dedicato al cioccolato, con una corsa per assaporare i gusti più popolari che finiscono in un batter d’occhio, per la soddisfazione incredula dei gestori.
“La risposta dei visitatori è ottima, sia per la degustazione che per l’acquisto”, riassume Daniele Giurdanella, amministratore di Nacré. Con sede a Frigintini, a dieci chilometri da Modica, l’azienda produce cioccolato certificato Igp seguendo la tradizione. “La lavorazione del cioccolato avviene a freddo”, spiega Giurdanella. “Lo zucchero che non si scioglie nel cacao ha reso unico questo tipo di cioccolato, caratteristica che ci ha permesso di ottenere il riconoscimento europeo. Inoltre, si tratta di un prodotto esclusivo per quanto riguarda il contenuto degli ingredienti: ne utilizziamo al massimo tre, di cui i due principali sono sempre la pasta di cacao selezionata e lo zucchero”.
Il terzo elemento che arricchisce il sapore delle barrette proviene sempre dalla Sicilia. Che si tratti del pistacchio di Bronte o degli agrumi, è difficile che il cliente non rimanga soddisfatto. La prova di ciò si evidenzia dai feedback ottenuti dall’azienda durante la fiera: “Il gusto più apprezzato è quello al sale, poiché esalta il sapore del cacao. I classici extra fondenti e le versioni al peperoncino, all’arancia e al pistacchio vanno alla grande”, specifica Giurdanella. Anche la mandorla si integra perfettamente nella produzione di cioccolato e dolci. Quella di Avola, riconosciuta Dop a livello internazionale, trova spazio nell’aromatizzazione di creme e vini, ma è valorizzata soprattutto in un’altra preparazione tipicamente siciliana: la pasta di mandorla.
“La prepariamo esclusivamente con zucchero e materia prima di Avola, che è la migliore”, afferma Fausto Triscari, che gestisce a Naso, in provincia di Messina, l’azienda di famiglia fondata circa quarant’anni fa, “Antichi Sapori di Sicilia”. “Lavoriamo in modo artigianale, senza conservanti. Produciamo anche la frutta martorana, che a differenza della normale pasta di mandorla contiene una maggiore quantità di zucchero: questo consente all’impasto di indurirsi di più, permettendoci di creare le tipiche forme di arancia, limone, fragola e così via”.
Questa panoramica sull’agroalimentare siciliano dimostra come la regione non solo arricchisce il Made in Italy nel mondo, ma offre una gamma variegata di materie prime e prodotti di eccellente qualità. La prima edizione estiva di “Artigiano in Fiera” rappresenta quindi un’ottima opportunità per gli imprenditori dell’isola.
“Siamo qui a Milano perché è un palcoscenico importante. Puntiamo su questa città per farci conoscere da piccole aziende rivenditrici”, afferma Salvatore La Rosa, mentre sistema alcuni barattoli di confetture. A qualche stand di distanza, Carmelo Caraci ribadisce, interrompendo per un breve momento la sua interazione con i clienti desiderosi di pistacchio: “Essere qui è un privilegio, perché estendiamo la nostra presenza in Lombardia e nelle altre regioni del nord. Questa edizione estiva rappresenta una grande iniziativa, soprattutto per restare in contatto con i clienti, che fino ad ora ci hanno visto solo una volta all’anno nella nostra edizione invernale a dicembre. Quest’anno abbiamo due appuntamenti, e siamo molto soddisfatti”.
– foto Italpress –
