“Impegnarsi per la scienza significa proteggerla dalle semplificazioni, dagli slogan e dalle scorciatoie comunicative. L’innovazione tecnologica crea spazi di sfiducia nella popolazione e, sebbene tali posizioni siano marginali, vengono amplificate dai media e dai social, causando confusione. Non sono tanto le fake news a rappresentare un problema, ma le verità parziali: quel contesto complesso che mescola abilmente informazioni vere e conclusioni errate, generando dubbi, sfiducia e un senso di abbandono. Essere di servizio significa dedicare tempo e attenzione per spiegare l’evoluzione della medicina con parole semplici ma non banali.”, sottolinea.
“Il medico” – conclude Anelli – “è chiamato a servire il cittadino, la persona, la dignità del suo sapere e lo stato delle conoscenze mediche.” Inoltre, “la cura è prima di tutto relazione, fiducia e presenza. È uno spirito di servizio visto come atto di libertà che consente al medico di esercitare con gioia la professione scelta e la missione intrapresa.”
