Ambiente, Fritelli (Nextchem): "Il Mare come Attore Chiave nello Scenari Geopolitico"

Ambiente, Fritelli (Nextchem): “Il Mare come Attore Chiave nello Scenari Geopolitico”

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“L’acqua e il mare rappresentano da sempre un impulso verso innovazione e cambiamento. In Nextchem uniamo un approccio ingegneristico rigoroso a una visione umanistica, come esprime il nostro motto ‘Planet Aqua, Planet Peace’. È evidente quanto il mare abbia ripreso un ruolo centrale nel panorama geopolitico e nel dibattito tra sviluppo e sostenibilità, diventando spazio di convivenza, conflitto e innovazione”. Queste sono le parole di Fabio Fritelli, Managing Director di Nextchem, durante la Venice Climate Week, dove il gruppo contribuisce con “non solo competenze tecnologiche, ma anche una visione industriale concreta”.

Fritelli sottolinea il ruolo del gruppo: “Il gruppo Maire, di cui faccio parte, è da sempre attivo nella realizzazione di infrastrutture per la produzione di energia. Negli ultimi anni, abbiamo aperto una fabbrica dedicata allo sviluppo di tecnologie per la transizione energetica. Questa transizione – aggiunge – richiederà dai 30 ai 50 anni, e nessuno può negare che i combustibili fossili continueranno a far parte del mix energetico che alimenta il nostro Paese”.

“Il vero tema riguarda lo sviluppo di tecnologie che permettano, nel tempo, di ridurre la dipendenza dai combustibili fossili – continua – Chi lavora quotidianamente su queste soluzioni sa che la trasformazione del settore avviene gradualmente, attraverso scelte tecnologiche, integrazione e tempo. Non esiste una soluzione unica, ma la volontà di integrare le tecnologie disponibili”.

Fritelli entra nei dettagli del business: “Il gruppo è attivo in tre settori principali: sviluppo di tecnologie per la generazione di vettori energetici, tecnologie per le plastiche e la circolarità, e soluzioni per ridurre l’impatto ambientale dei settori energivori”. Riguardo al settore marittimo, che oggi contribuisce al 3% delle emissioni globali di CO₂ e il cui impatto è destinato a crescere, il gruppo offre tecnologie per produrre vettori energetici alternativi al diesel e ai combustibili tradizionali.

“Il nostro approccio nel settore marittimo è aperto e multi-soluzione – spiega Fritelli – Sviluppiamo una filiera che valorizza metanolo a basso contenuto di carbonio, idrogeno e ammoniaca, tre vettori energetici chiave per una navigazione a basse emissioni. In aggiunta, integriamo tecnologie di riciclo, fondamentali per affrontare l’emergenza della plastica nei mari”. Sui carburanti futuri per lo shipping, Fritelli è chiaro: “Le tecnologie per produrre carburanti con un impatto ambientale ridotto sono idrogeno, metanolo e ammoniaca. Ogni Paese si sta orientando su uno di questi vettori energetici”.

“Noi crediamo che, per l’Europa e gran parte del mondo, il metanolo rappresenti il combustibile ideale per la transizione dagli effetti tradizionali. Proponiamo tecnologie per ottenere biometanolo da scarti agricoli e metanolo prodotto catturando CO₂, fino al metanolo derivato da fonti rinnovabili, come sole, vento e acqua, per ottenere combustibili verdi”.

“Tuttavia, il costo di produzione del metanolo è ancora elevato in termini di competitività globale – riconosce – Le commodities, come petrolio, gas e metanolo, devono essere competitive a livello mondiale, mentre l’energia elettrica deve essere disponibile localmente. Per essere competitivi, è necessaria una ristrutturazione dell’intero sistema: produzione di metanolo, navi in grado di utilizzarlo, porti attrezzati per il bunkering e distribuzione, e infine utilizzatori finali disposti a pagare un prezzo più alto per questo combustibile”.

“Ci sono i regolatori, le infrastrutture, i trasportatori e i produttori: l’intera catena deve convergere verso un obiettivo comune – ribadisce – È un cambiamento graduale ma reale, che ci permette di affiancare e, col tempo, superare i combustibili tradizionali. La sfida più urgente è quella del sistema: per rendere questo percorso concreto, è fondamentale che l’industria, le istituzioni e i regolatori agiscano in modo coordinato per trasformare l’innovazione in realtà operativa”. Il tempo rimane un fattore cruciale: “È necessario agire rapidamente, considerando le scadenze del 2030 e 2050”, ricorda Fritelli. “La Comunità Europea ha stabilito tetti di decarbonizzazione per il 2030 e il 2050, e il settore prevede il coinvolgimento di altri attori a livello mondiale”.

Fritelli cita anche la Cina: “La velocità con cui sta sviluppando nuovi impianti per la produzione di metanolo, incluso quello verde, è senza precedenti a livello globale. Ci aspettiamo che, come per l’auto elettrica, ciò spinga altre economie a seguire lo stesso esempio”. Un approccio che “riflette il nostro spirito innovativo, mantenendo la convinzione che possiamo disegnare un futuro migliore per i mari, trasformando obiettivi climatici in soluzioni industriali concrete e scalabili, basate su tecnologie già disponibili”, conclude.

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