Agricoltura: Martino Rossi in prima linea per l'innovazione sostenibile con progetti sperimentali

Agricoltura: Martino Rossi in prima linea per l’innovazione sostenibile con progetti sperimentali

75 0

Agrifuture, l’azienda agricola sperimentale di MartinoRossi Spa, si dedica alla ricerca e al collaudo di tecniche agronomiche e soluzioni innovative miranti a un’agricoltura sostenibile di alta qualità. Questa realtà si conferma come un centro di progetti significativi in collaborazione con partner dell’industria alimentare. In varie aree dei 30 ettari di Agrifuture, adiacenti alla sede centrale di MartinoRossi a Malagnino, vengono attualmente testate tecniche di agricoltura di precisione, rigenerativa e consociativa, in stretto coordinamento con nomi prestigiosi dell’agroalimentare nazionale, come il Gruppo Amadori e Galbusera. Queste collaborazioni testimoniano un impegno concreto per la sostenibilità e la creazione di modelli agricoli più resilienti e rispettosi dell’ambiente.

In particolare, MartinoRossi, fornitore del Gruppo Amadori con materie prime per la sua linea di prodotti plant-based, ha avviato un progetto sperimentale in uno dei campi di Agrifuture, lavorando a stretto contatto con l’azienda romagnola. L’iniziativa si concentra su tecniche di consociazione colturale e precision farming, mirate a implementare pratiche agricole rigenerative e a ridurre l’uso di acqua e fertilizzanti.

Il progetto prevede la consociazione del mais vitreo con leguminose, disposte in file alternate secondo il metodo del ‘corridoio solare’. Questa strategia sfrutta la complementarietà naturale delle colture: il mais, che richiede molto azoto, beneficia della presenza delle leguminose, le quali fissano l’azoto atmosferico nel terreno grazie a batteri del genere Rhizobium, diminuendo così l’uso di fertilizzanti sintetici. Le leguminose, in cambio, ricevono ombra dal mais, che le protegge dalle alte temperature.


Il campo è suddiviso in due parcelle, una con fagiolo cannellino e l’altra con pisello giallo, scelto in base alle esigenze del Gruppo Amadori, che lo utilizzerà per i propri prodotti plant-based. Per questa seconda parcella, MartinoRossi ha selezionato una varietà tollerante al caldo, per verificare se il mais possa contribuire a mitigare lo stress termico della leguminosa nei periodi caldi.

L’obiettivo del progetto è valutare se la consociazione può rendere la produzione di mais più sostenibile, riducendo l’uso di concimi chimici e acqua. A supporto di ciò, si stanno applicando tecniche di sub-irrigazione di precisione e somministrazione di bioinduttori attraverso il sistema Underdrip®.

“Abbiamo accolto con entusiasmo questo progetto”, afferma Tommaso Chiappa, direttore Consumer Marketing Amadori. “La collaborazione con MartinoRossi per le proteine vegetali della nostra linea plant-based è dettata dall’attenzione dell’azienda a ricerca, sviluppo e sostenibilità lungo tutta la filiera, dalla coltivazione alla raccolta. L’adozione di una filiera 100% italiana rappresenta un passo cruciale nella nostra strategia di sviluppo, affermando il Gruppo Amadori come la Protein Company Italiana più sostenibile e innovativa”.

MartinoRossi, storico fornitore di farine, granelle e ingredienti funzionali privi di glutine, allergeni e OGM, ha avviato insieme a Galbusera uno studio sulla produttività del mais bianco, coltivato con apporti minimi di concimi azotati e acqua. La sperimentazione è iniziata a metà maggio con la semina del mais in un campo gestito con agricoltura conservativa, monitorato da Ersaf Lombardia riguardo alla sostanza organica.

Il campo seminato è irrigato mediante il sistema di sub-irrigazione di precisione Underdrip, che rilascia acqua e bioinduttori direttamente alle radici, riducendo lo spreco per evaporazione.

MartinoRossi ha utilizzato droni per somministrare biostimolanti fogliari, microrganismi che favoriscono lo sviluppo radicale e l’assunzione di nutrienti. L’utilizzo dei droni ha migliorato la nebulizzazione e ha permesso di testare una riduzione del volume di irrorazione di circa il 70% con esiti positivi.

Per ottimizzare l’uso dell’acqua, l’azienda sta anche testando microsonde in grado di monitorare temperatura e flusso della linfa nelle piante, identificando in tempo reale situazioni di stress idrico.

“Per Galbusera, questa sperimentazione dimostra come qualità, innovazione e sostenibilità possano integrarsi lungo tutta la filiera. Collaborando con MartinoRossi sul mais bianco, ingrediente dei nostri biscotti senza glutine, stiamo contribuendo a ridurre fertilizzanti, consumi idrici e emissioni. È un modello virtuoso, in cui siamo attori attivi nel generare un impatto reale”, afferma Giovanna Solito, direttore Marketing di Galbusera.

Oltre alle sperimentazioni con Galbusera e Amadori, MartinoRossi sta sviluppando ulteriori progetti presso Agrifuture in collaborazione con Campi d’Italia, Underdrip, Università Cattolica del Sacro Cuore, Università degli Studi di Milano, Lilas4Soild (in ambito Carbon Farming) ed Ersaf. Con l’Università di Milano, è in corso lo sviluppo di un modello AI per la gestione automatizzata dell’irrigazione.

Fonte notizia

Related Post