L’accordo mira a dimezzare il numero di migranti accolti nella provincia di Trento.
Oggi, presso la sede di piazza Dante, il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, e il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, hanno firmato un accordo di collaborazione per la creazione di un Centro di permanenza per i rimpatri (Cpr) nel capoluogo trentino. L’intesa riflette il comune obiettivo delle istituzioni locali e nazionali di combattere l’immigrazione irregolare, promuovendo al contempo l’ingresso legale di cittadini stranieri in Italia. È previsto un graduale abbattimento del numero di migranti ospitati nei centri di accoglienza straordinaria fino a raggiungere la metà degli attuali, cercando di mantenere accoglienze per nuclei monoparentali con minori e migranti con buone opportunità di integrazione lavorativa. Verrà inoltre creato un’apposita sezione della commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale.
Alla firma hanno partecipato anche il sottosegretario all’Interno Nicola Molteni, il Commissario del Governo per la provincia di Trento, Isabella Fusiello, il vice capo di Gabinetto vicario del ministero dell’Interno, Vittorio Lapolla, e la responsabile del dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione, Rossana Rabuano.
Il protocollo, approvato oggi dalla Giunta provinciale, specifica gli impegni delle istituzioni per la costruzione della struttura, che sorgerà a Maso Visintainer, a sud della città di Trento, lungo la strada statale 12, in un’area di 2.700 metri quadrati. La posizione è stata scelta per essere facilmente accessibile e sufficientemente distante dalle aree residenziali.
Il centro sarà realizzato con finanziamenti provinciali, senza spese per lo Stato, mentre il Ministero si occuperà completamente della gestione e manutenzione, con un costo totale previsto di 1,5 milioni di euro.
«Si tratta di un accordo significativo non solo per la provincia di Trento, ma anche per la sua ambizione di diventare un modello replicabile altrove. Questo Cpr si integrerà nella rete che stiamo potenziando a livello nazionale, contribuendo agli obiettivi europei sui rimpatri e rispondendo in gran parte alle esigenze locali. Da inizio 2025, in Trentino, si sono registrate 61 espulsioni, e ogni trasferimento a un Cpr fuori regione richiede l’impiego di tre agenti per tre giorni. L’apertura di un centro locale garantirà un significativo potenziamento della sicurezza», ha dichiarato il ministro Piantedosi.
«La firma di questo accordo concretizza un percorso avviato oltre un anno fa, frutto di incontri tecnici tra Ministero e Provincia. Ora inizierà l’iter amministrativo e progettuale per realizzare un Cpr con 25 posti, di cui due terzi destinati a migranti soggetti a espulsione rintracciati in Trentino. Prevediamo di avviare l’attività nel 2026. Questa è una scelta responsabile: l’istituzione di una sezione distaccata della commissione per la protezione internazionale non solo riconosce la specificità del nostro territorio, ma sostiene l’accoglienza dei migranti legali e il contrasto all’immigrazione irregolare», ha spiegato il presidente Fugatti.
La firma segue il parere positivo del Dipartimento di pubblica sicurezza riguardo alla documentazione tecnica per la costruzione del Cpr in località Maso Visintainer a Trento, inviata la scorsa estate dal Commissario del governo per la provincia di Trento al Ministero dell’Interno. Il progetto prevede l’acquisizione e la demolizione dell’edificio attuale e la costruzione di un centro dotato di doppia recinzione. All’interno sono previsti moduli prefabbricati con spazi funzionali per i migranti e per le forze dell’ordine.
