Il FISA promuove iniziative di Ricerca industriale e Sviluppo sperimentale presentati da ricercatori singoli (Principal investigator) all’interno di partnership che includono aziende (Host institution), Università ed Enti di Ricerca (Research organization). Sono sei le macro aree supportate dal Fondo Italiano per le Scienze Applicate. Fabbricazione avanzata: dodici progetti finanziati per l’implementazione di robot e sistemi intelligenti che migliorano qualità, sicurezza e sostenibilità nei processi industriali.
Materiali avanzati: tredici progetti finanziati mirano a creare materiali innovativi e sostenibili – intelligenti, riciclabili e bio-ispirati – per applicazioni che spaziano dalla medicina all’energia, dall’agricoltura all’industria spaziale; Intelligenza artificiale: cinque progetti finanziati riguardano lo sviluppo di modelli generativi e linguistici innovativi, oltre alle applicazioni di AI nei settori industriale, sanitario e infrastrutturale; Tecnologie delle scienze della vita: otto iniziative finanziano soluzioni innovative per la prevenzione, diagnosi e cura, rendendo la sanità più predittiva, personalizzata e sostenibile, migliorando salute e qualità della vita delle persone; Micro/nano elettronica, fotonica e tecnologie quantistiche: sei progetti sviluppano tecnologie avanzate in questi ambiti, realizzando chip, sensori e sistemi di posizionamento sempre più precisi, efficienti e sostenibili, fondamentali per l’autonomia tecnologica e la competitività industriale dell’Italia e dell’Europa.
Sicurezza, connettività e spazio: cinque progetti finanziati dal MUR affrontano temi cruciali per l’innovazione e la competitività del Paese, concentrandosi su soluzioni digitali più sicure, reti di comunicazione efficienti e tecnologie spaziali di nuova generazione al servizio della ricerca e delle telecomunicazioni.
“Questo investimento rappresenta un moltiplicatore di competitività. La ricerca applicata, sviluppata tramite una collaborazione sinergica tra università, enti di ricerca e imprese, è il modello più efficace per tradurre la conoscenza scientifica in crescita economica e sociale”, afferma il ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini. “È in questa sinergia tra rigore scientifico e obiettivi industriali che si generano innovazioni in grado di creare nuove filiere produttive e rispondere alle grandi sfide contemporanee. L’Italia ha dimostrato di saper competere a livelli elevati quando ricerca e industria collaborano concretamente. Investire nella ricerca applicata è investire nella capacità del nostro Paese di giocare un ruolo attivo, non passivo, nelle trasformazioni globali”, conclude.
-Foto IPA Agency –
