Uffizi: ora la Primavera e la Venere si "incontrano negli occhi"

Uffizi: ora la Primavera e la Venere si “incontrano negli occhi”

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Le opere più famose del grande maestro rinascimentale Sandro Botticelli, la Venere e la Primavera, sono ora esposte l’una di fronte all’altra. Questo nuovo allestimento permanente presso le Gallerie degli Uffizi mette in dialogo diretto e originale queste due celebri opere. Per la prima volta, sono collocate all’interno di teche ermetiche che garantiscono la migliore conservazione possibile, eliminando le grandi vetrine protettive che ne influenzavano la percezione diretta.

Le sale della Galleria che ospitano i capolavori di Botticelli sono state completamente rinnovate. È stata progettata una nuova installazione per l’affresco staccato dell’Annunciazione, che restituisce la percezione originale, facendolo sembrare parte integrante della parete, proprio come si trovava nella chiesa fiorentina di San Martino. Le opere minori, Storie di Giuditta e Uomo con medaglia di Cosimo il Vecchio, sono state valorizzate tramite nuove teche espositive e posizionate nel passaggio ampliato fra le due “sale scrigno” della Primavera e della Venere.

Ai lati della Venere, ora si trovano i tondi della Madonna del Magnificat e della Madonna della Melagrana. Queste tre opere evocano, grazie alla straordinaria somiglianza dei volti della Vergine e della dea, la teoria della prisca theologia elaborata da Marsilio Ficino nell’ambito dell’Accademia neoplatonica dei Medici. Questa concezione, fondamentale nell’arte di Botticelli, sosteneva che anche l’antichità avesse colto le verità della religione cristiana e che molte divinità pagane rappresentassero una prefigurazione delle figure sacre del Cristianesimo. In questo caso, il confronto riguarda precisamente Venere e Maria, madre di Cristo.

Con analoga simmetria, nella sala adiacente, la Primavera è ora affiancata da due ulteriori rappresentazioni mariane: la Madonna del Roseto e la Madonna dei Cherubini.

Il percorso storico di Botticelli è presentato in questa sala con particolare attenzione critica; l’opera introduttiva è l’Adorazione dei Magi della Cappella di Gaspare di Zanobi del Lama, un ritratto di famiglia del potere mediceo in cui spicca l’autoritratto dell’artista al centro della società rinascimentale. La sequenza si chiude con la Calunnia di Apelle del 1495, un’opera degli anni turbolenti della Firenze savonaroliana e della profonda crisi spirituale di Botticelli.

Fonte: Gallerie degli Uffizi – Ufficio stampa

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