Come denunciato in diverse occasioni, le problematiche sono attribuibili a una gestione poco attenta e negligente…
Il consigliere comunale Alessandro Cresci di Alternativa Comune evidenzia la grave situazione di inaccessibilità della stazione ferroviaria di Pontassieve, dove ascensori non funzionanti e percorsi impraticabili limitano l’uso del treno da parte di persone con disabilità, anziani e cittadini vulnerabili. Cresci sottolinea che le criticità, già segnalate dall’associazione a partire da settembre 2024, sono peggiorate con la chiusura del sottopasso lato Villini per circa 80 giorni e il malfunzionamento dell’unico ascensore operativo. Il consigliere critica la gestione di Rete Ferroviaria Italiana e l’inerzia delle istituzioni locali, richiedendo la convocazione urgente della Seconda Commissione consiliare per chiarire le responsabilità e assicurare soluzioni immediate.
Pontassieve, stazione inaccessibile: ascensori non funzionanti e diritti calpestati nel silenzio delle istituzioni. La stazione ferroviaria di Pontassieve rimane un simbolo di trascuratezza, indifferenza e mancato rispetto dei diritti fondamentali degli utenti, in special modo delle persone con disabilità, degli anziani e delle categorie più vulnerabili. Una situazione grave e strutturale, che da anni vede ascensori sistematicamente inattivi e percorsi di accesso ai binari impraticabili.
Secondo quanto già denunciato più volte, le problematiche sono il frutto di una gestione negligente e irresponsabile da parte di Rete Ferroviaria Italiana, tollerata da chi avrebbe il dovere politico e istituzionale di vigilare e intervenire. Negli ultimi mesi, la situazione è ulteriormente peggiorata con la chiusura del sottopasso lato Villini per circa 80 giorni: un intervento che ha sospeso un servizio pubblico essenziale, costringendo gli utenti a percorsi alternativi lunghi, difficoltosi e spesso pericolosi. Marciapiedi occupati dalle auto, attraversamenti privi di protezioni, scale scivolose a causa della formazione di ghiaccio nelle ore più fredde, barriere architettoniche ovunque: questo è stato il “piano B” imposto a pendolari e cittadini.
Un piano che, per molte persone, non esiste affatto. Ma il problema più grave riguarda l’unico accesso attualmente aperto al sottopasso: l’ascensore che lo collega è fuori servizio da almeno un mese. Di conseguenza, la stazione di Pontassieve risulta di fatto inaccessibile. Chi non può affrontare scale o percorsi difficili è escluso dall’uso del treno, come se la mobilità fosse un privilegio e non un diritto.
È legittimo allora porsi la domanda: se su un treno in arrivo a Pontassieve scendesse un viaggiatore in sedia a rotelle, quale sarebbe la sua opzione? Restare “intrappolato” nel sottopasso, prigioniero sottoterra, aspettando un miracolo o un ascensore che non giunge mai? È davvero questa l’idea di servizio pubblico che si vuole offrire? La questione è stata sollevata più volte in Consiglio comunale, senza che siano state intraprese azioni concrete. Al contrario, si osserva un deterioramento progressivo e inaccettabile della situazione, accompagnato da risposte vaghe o dal silenzio delle autorità competenti. È importante ricordare che Alternativa Comune aveva già segnalato i problemi legati agli ascensori della stazione a partire da settembre 2024.
Oggi, di fronte all’ennesimo disservizio, il consigliere comunale Alessandro Cresci ha richiesto la convocazione urgente della Seconda Commissione consiliare per fare finalmente chiarezza sulle responsabilità e imporre una soluzione immediata a problematiche che negano l’accesso ai treni a persone con disabilità e a chiunque necessiti dell’ascensore per raggiungere i binari.
Non bastano più promesse o giustificazioni tecniche: sono necessari atti concreti, immediati e risolutivi. Ripristinare gli ascensori, garantire percorsi sicuri e accessibili e restituire dignità a un servizio pubblico fondamentale è un obbligo, non una concessione. Ogni giorno di ritardo rappresenta una precisa responsabilità politica.
