Il legame tra i contribuenti e l’Agenzia delle Entrate-Riscossione è in continua trasformazione, sempre più orientato a garantire i diritti dei cittadini.
In particolare, la questione del pignoramento ingiustificato e la possibilità di richiedere un risarcimento dei danni all’Agenzia in caso di errori di riscossione sono argomenti di grande rilevanza, come confermato da recenti sentenze e aggiornamenti legislativi.
Esaminiamo le conseguenze di un pignoramento errato, gli obblighi dell’Agente della riscossione e come il contribuente può tutelarsi in modo efficace.
L’Agenzia delle Entrate-Riscossione è tenuta a controllare minuziosamente la validità dei ruoli prima di intraprendere qualsiasi azione esecutiva. Ciò implica che l’Agente deve verificare che il credito sia realmente esigibile, aggiornato e privo di errori o provvedimenti di annullamento o sgravio precedenti.
In particolare, deve assicurarsi che:
– il tributo non sia stato annullato dall’ente impositore tramite un atto di sgravio;
– il credito non sia soggetto a prescrizione o decadenza;
– la cartella esattoriale non presenti vizi formali che ne possano invalidare la notifica;
– la notifica degli atti sia stata eseguita nel rispetto delle normative vigenti.
In caso contrario, l’Agente per la riscossione potrebbe incorrere in un abuso, con seri risvolti giuridici, inclusa la condanna al risarcimento dei danni subiti dal contribuente. Un caso emblematico, avvalorato da una recente sentenza del Tribunale di Brindisi, ha previsto un risarcimento di 50.000 euro per una società vittima di un pignoramento illegittimo, dovuto a una mancata verifica degli archivi aggiornati.
Responsabilità processuale aggravata e diritto al risarcimento
Quando l’Agenzia delle Entrate-Riscossione porta avanti in giudizio una pretesa chiaramente infondata, si configura la responsabilità processuale aggravata (art. 96 c.p.c.). Questa norma tutela il contribuente contro comportamenti di mala fede o negligenza grave dell’Agente, che non solo causano danno economico, ma anche un eccessivo appesantimento burocratico e giuridico.
Il contribuente non deve necessariamente dimostrare in modo rigoroso l’entità del danno patrimoniale; è sufficiente dimostrare l’esistenza di un danno ingiustificato derivante dall’atteggiamento negligente o doloso dell’Agente. Ad esempio, lo stress, il tempo perso e le spese legali necessarie per difendersi da atti illegittimi giustificano la richiesta di risarcimento.
Giurisprudenza consolidata, come le sentenze della Corte di Cassazione n. 14092/2012 e n. 2793/2017, ha affermato che l’inadempimento dei doveri di legge da parte dell’Agente comporta il diritto al risarcimento sia per danni patrimoniali che non patrimoniali, come l’ansia o il disagio psicologico.
Cosa fare in caso di pignoramento ingiusto o cartella illegittima (www.okmugello.it)
Il contribuente che considera un pignoramento ingiustificato o una cartella esattoriale illegittima può intraprendere varie azioni:
– Presentare un’istanza di riesame in autotutela all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate che ha emesso il ruolo, richiedendo l’annullamento totale o parziale della cartella. Tale richiesta può essere inviata anche tramite i servizi online dell’Agenzia. Se accettata, l’annullamento viene comunicato all’Agenzia delle Entrate-Riscossione per sospendere le azioni di recupero.
– Richiedere la sospensione legale della riscossione nei casi previsti dalla legge (ad esempio, pagamento già effettuato, provvedimento di sgravio, prescrizione), presentando la domanda entro 60 giorni dalla notifica dell’atto.
– Proporre ricorso alla Corte di Giustizia Tributaria entro 60 giorni dalla notifica della cartella, con la possibilità di chiedere contestualmente la sospensione giudiziale per evitare danni gravi.
– Qualora non venga accolto l’annullamento o si riceva una risposta negativa, il contribuente può procedere in sede giudiziaria per richiedere il risarcimento dei danni subiti a causa della riscossione illegittima.
È vitale sottolineare che l’Agente per la riscossione ha l’obbligo di operare con diligenza e trasparenza, evitando di continuare con azioni esecutive quando vi sia una prova documentale dell’errore o dell’inesistenza del debito.
Servizi digitali e supporto ai contribuenti
Negli ultimi anni, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha ampliato notevolmente i servizi digitali per i contribuenti, facilitando la gestione delle cartelle, il pagamento online, la richiesta di rateizzazione fino a 120.000 euro e la prenotazione di appuntamenti presso sportelli fisici o virtuali.
Attraverso un’area riservata, accessibile con SPID, CIE o CNS, è possibile consultare la propria posizione debitoria, presentare istanze di sospensione o riesame e delegare intermediari o persone fidate per assistenza fiscale.
Per chi incontra difficoltà nell’accesso diretto, è disponibile un sistema di abilitazione per tutori, amministratori di sostegno o persone di fiducia che possono operare per conto del contribuente, garantendo una maggiore inclusione e tutela.
