Compagnia del Vino srl, una delle principali realtà nella distribuzione di vini italiani, annuncia con entusiasmo di aver ottenuto la Certificazione per la Parità di Genere (UNI/PdR 125:2022). Questo traguardo sottolinea l’impegno concreto dell’azienda fiorentina nel promuovere una cultura aziendale che enfatizza il rispetto, l’equità e la valorizzazione dei talenti, senza differenze di genere.
Il riconoscimento, attribuito dopo un rigoroso processo di valutazione, conferma che Compagnia del Vino srl ha adottato un sistema di gestione in linea con le direttive della Strategia per la parità di genere dell’Unione Europea 2020-2025.
Un percorso di valore: il Certification Pathway
Il cammino intrapreso da Compagnia del Vino srl non è solo un adempimento formale, ma una scelta strategica mirata a monitorare e migliorare costantemente sei aree chiave:
Cultura e strategia: per favorire un ambiente lavorativo inclusivo.
Governance: per garantire processi interni equilibrati.
Processi HR: per assicurare imparzialità nel reclutamento e nella gestione delle carriere.
Opportunità di crescita e inclusione per le donne in azienda.
Equità salariale per ruolo.
Tutela della genitorialità e conciliazione vita-lavoro.
«Ottenere la certificazione UNI/PdR 125:2022 è per noi un passo naturale e un inizio. Il divario di genere è presente anche nel nostro settore, con conseguenze economiche e sociali significative. Le donne, pur non essendo una minoranza demografica, devono ancora lottare per ottenere gli stessi diritti, riconoscimento e opportunità degli uomini. Tuttavia, la consapevolezza da sola non genera cambiamenti. La certificazione ci offre un metodo concreto per affrontare il divario, traducendo i principi in azioni e le “buone pratiche” in responsabilità.», afferma Saverio Notari, leader dell’azienda.
Focus sulla sostenibilità sociale
La parità di genere è un pilastro della sostenibilità sociale. Con questa certificazione, Compagnia del Vino srl si colloca tra i pionieri nel settore della distribuzione, rispondendo alla crescente richiesta di trasparenza ed etica da parte di consumatori, partner commerciali e istituzioni internazionali.
L’azienda, con una forza lavoro composta per il 60% da donne, continuerà a investire in formazione e politiche di welfare interno, riconoscendo l’inclusione non solo come un valore sociale, ma anche come un motore strategico di crescita, produttività e creazione di valore lungo l’intera filiera.
A proposito della certificazione PdR 125:2022
Introdotta nel 2022, la certificazione PdR 125:2022 ha segnato l’arrivo in Italia di un sistema nazionale basato su indicatori oggettivi e misurabili, superando la fase dei “bollini rosa” e inaugurando un cambiamento nelle politiche aziendali di inclusione. La certificazione ha visto una crescita esponenziale: dalle 113 aziende che hanno superato l’audit nel 2022, si è giunti a 12.349 aziende certificate (dato aggiornato al 27 gennaio 2026), secondo quanto comunicato al Sole 24 Ore dal Dipartimento per le pari opportunità. Questa tendenza coinvolge anche settori tradizionalmente meno associati alle politiche di diversità, come le costruzioni (27,18%) e il manifatturiero (13,25%), segnalando una diffusione progressiva dello standard nel tessuto produttivo. Un campione di aziende fornito dal Dipartimento per le politiche della famiglia ha anche evidenziato una forte concentrazione territoriale: la Lombardia è in prima posizione regionale con il 21,53% del totale nazionale – anche grazie ai fondi aggiuntivi di Unioncamere – seguita da Lazio (17,50%) e Campania (11,89%).
Fonte: Ufficio Stampa
