“Collaborare tra istituzioni per affrontare le problematiche”. L’Alto Mugello sta facendo i conti con i danni e lavora incessantemente per ripristinare la vita e la viabilità in numerose frazioni rimaste isolate. Proprio per questa area così duramente colpita dal maltempo, Eugenio Giani ha deciso di dedicare un’attenzione particolare e un piano speciale per le infrastrutture. Il presidente ha effettuato un sopralluogo a Palazzuolo sul Senio e, nel tardo pomeriggio, a Marradi, dove è stato ricevuto dal sindaco Tommasi Triberti.
“Per questa zona particolarmente colpita, che ha vissuto un terremoto e ben quattro alluvioni dal 2023, è fondamentale adottare un approccio sistemico – ha affermato il presidente Giani -. È necessario un intervento robusto, un piano speciale per il Mugello. Ho convocato per mercoledì prossimo una riunione dei sindaci del Mugello per progettare interventi coordinati. In questa fase, il ripristino dei collegamenti è urgente. La situazione del Mugello è attualmente prioritaria per l’intera Toscana”, ha concluso Giani.
”Abbiamo bisogno di risorse economiche per interventi mirati e di deroghe specifiche per poter agire con urgenza e tempestività – ha dichiarato il sindaco Triberti -. Inoltre, è necessaria una pianificazione straordinaria di ricostruzione che abbia una visione più ampia, a partire dai collegamenti stradali e ferroviari, nonché per fiumi e versanti. Un ringraziamento a tutti i volontari, alle istituzioni, e alle forze dell’ordine che hanno lavorato instancabilmente in questi giorni. Il nostro paese è in emergenza da troppi anni per poter resistere ancora a lungo”.
Giani, accolto a Marradi da forze dell’ordine, volontari e associazioni attive nella zona, ha trascorso molto tempo nella sala Coc, dove i monitor seguono costantemente la situazione metereologica e territoriale. Ha poi effettuato un sopralluogo in alcune delle aree colpite e ha incontrato una famiglia che ha subito gravi danni durante l’ultima ondata di maltempo. “Da venerdì ad oggi abbiamo registrato oltre una centinaia di frane, sulle quali abbiamo già iniziato ad operare; alcune di esse hanno isolato intere frazioni. Non sono ancora conteggiate le frane nei terreni privati, in particolare nelle aziende agricole, poiché molti luoghi rimangono inaccessibili”, ha spiegato Triberti.
È fondamentale monitorare i danni attuali e progettare interventi strutturali affinché strade e ferrovie possano riaprire e non aggravare il rischio di spopolamento in queste aree.
Il bilancio dell’ultima ondata di maltempo è pesante. La ferrovia Faentina rimane chiusa e presenta danni significativi verso la Toscana: nel tratto Marradi-Faenza potrebbero riprendere le corse, ma c’è un problema di approvvigionamento di mezzi (il diesel per i treni), per cui si richiede l’installazione di un impianto di rifornimento a Faenza, in quanto Firenze è attualmente irraggiungibile.
Circa 20 strade comunali o vicinali a uso pubblico, che sono state chiuse inizialmente, oggi ne hanno riaperte quasi tutte, eccetto un paio, con limitazioni per residenti e mezzi di soccorso. Marradi è rimasta isolata dal resto della Toscana a causa della chiusura anche di strade provinciali e regionali: anche queste sono generalmente riaperte, sebbene con limitazioni (chiuse dalle 21 alle 5.30 del mattino).
Attualmente, sono ancora isolate 30 persone – delle 120 inizialmente – a cui vengono forniti cibo e beni di prima necessità tramite piccoli mezzi della Protezione Civile. Un centinaio di residenti, in particolare nel centro del paese, è stato evacuato, di cui una ventina a causa di danni causati da fango e detriti in seguito a frane; altre 70 persone sono state evacuate preventivamente dopo sopralluoghi da parte dei geologi.
Si stanno valutando i costi per i lavori urgenti già avviati: dalle stime attuali, si superano già i due milioni e mezzo per sole opere pubbliche. Una delle frane più significative sta mettendo a rischio il funzionamento dell’impianto acquedottistico che serve i comuni di Marradi e Brisighella (Ra) e parte di Faenza (Ra): qui si sta lavorando per proteggere i tubi che al momento sono esposti. A breve inizieranno anche gli interventi per il ripristino dei fiumi, che in molti casi, tra detriti e alberi, stanno compromettendo alveo e ponti.
