L’arte ha sempre caratterizzato la vita dell’architetto fiorentino Alessandro Poli. Anche oggi, mentre i pensieri si mescolano e la memoria vacilla, la pittura diventa un modo per interagire con il mondo, un’opportunità per trovare benessere e tranquillità.
Nell’era degli anni Settanta, Alessandro Poli è stato membro del noto gruppo Superstudio, fondato da Adolfo Natalini e Cristiano Toraldo di Francia, insieme a Roberto e Alessandro Magris, partecipando attivamente all’esperienza internazionale dell’Architettura Radicale.
Le opere dell’Arch. Alessandro Poli sono ora esposte in diverse collezioni museali nel mondo, tra cui: Centre Pompidou a Parigi (Superstudio); Neue Galerie am Landesmuseum a Graz (Superstudio); Design Museum a Londra (Superstudio); MoMA a New York (Superstudio); FRAC CENTER a Orléans (Superstudio); Centro Pecci a Prato (Superstudio); Die Neue Sammlung-Staatliches Museum für angewandte Kunst a Monaco; Archivio di Stato a Firenze; Museo degli Argenti a Palazzo Pitti, Firenze; Alessandro Poli Fonds-CCA a Montréal; MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo a Roma. Collezione MAXXI Architettura.
Due anni fa, Alessandro ha cominciato a manifestare i primi sintomi di quella che è stata poi diagnosticata come Alzheimer. Da questa situazione è scaturito l’incontro con Nomos, cooperativa che si dedica all’assistenza di persone e famiglie che affrontano la demenza, e con Matteo Bellesi, educatore e pittore.
Per cinque mesi, Bellesi e Poli hanno collaborato, utilizzando la pittura come strumento di riabilitazione e benessere psicofisico.
Partendo da parole scelte dallo stesso Alessandro (alcune più leggere, altre più impegnative), ha dato vita ai suoi pensieri, principalmente attraverso il colore, prima su carta e poi su tela.
Così hanno preso forma delle opere, ognuna delle quali “rappresenta una piccola apertura, come una finestra su un mondo che si manifesta”, spiega Bellesi. “Si tratta di tentativi, apparizioni, tracce di un dialogo dove le parole si trasformano in colore”.
Tra le parole positive selezionate da Alessandro ci sono bellezza e tempo, mentre quelle negative includono guerra e solitudine, che lui, da architetto, ha trasformato in “case impossibili da ricostruire”.
Le opere sono state esposte pubblicamente a maggio in una mostra presso lo spazio delle Murate.
