FederlegnoArredo: Export del settore giù del 5,2% nel primo trimestre, pesano USA e Medio Oriente sui dati italiani

FederlegnoArredo: Export del settore giù del 5,2% nel primo trimestre, pesano USA e Medio Oriente sui dati italiani

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L’export della filiera legno-arredo italiana continua a patire, chiudendo il primo trimestre del 2026 con un valore di 4,4 miliardi di euro e una flessione del 5,2%, confermando la tendenza al rallentamento emersa nei mesi precedenti. A marzo, i dati elaborati dal Centro Studi di FederlegnoArredo, basati su informazioni Istat, evidenziano un calo del 3,1%. Questo trend si verifica in un contesto internazionale caratterizzato da una domanda debole e da crescenti tensioni geopolitiche. In particolare, gli Stati Uniti evidenziano una contrazione del 15,4%, risultando il mercato con la perdita più significativa in valore assoluto. Anche Germania (-6,9%) e Francia (-3,4%), principali partner europei, si trovano in territorio negativo. Tra i pochi segnali positivi figurano Spagna (+1,3%), Svizzera (+3,3%) e Paesi Bassi (+3%), ma queste crescite riguardano prevalentemente mercati più piccoli e non riescono a compensare il rallentamento dei principali canali commerciali.

“Il forte calo degli Stati Uniti, insieme alle difficoltà di Germania e Francia, sta riducendo l’energia dei nostri mercati principali. A questo si aggiunge – commenta Claudio Feltrin, presidente di FederlegnoArredo – l’impatto del conflitto in Medio Oriente, che nel primo trimestre ha visto un crollo dell’export del 23,4%. Sebbene i primi segnali di ripresa nei Paesi Opec ad aprile siano incoraggianti, il contesto resta ancora fragile e incerto. In Medio Oriente, il conflitto in Iran ha avuto un impatto significativo a marzo, quando le esportazioni verso l’area sono scese del 48,8%.

Le flessioni negli Emirati Arabi Uniti (-78,5%) e in Arabia Saudita (-57,3%) sono state notevoli. Tuttavia, stiamo osservando segnali di una graduale ripresa: nel comparto del mobile, l’export verso i Paesi Opec è passato da -66% a marzo a -27% ad aprile, suggerendo un riavvio degli scambi dopo la fase di blocco iniziale.” Dall’altro lato, “le importazioni mostrano un fenomeno da seguire attentamente. In particolare, le importazioni di mobili dalla Cina sono aumentate del 19,6% solo nel mese di aprile. Anche se nel cumulato dell’anno il dato rimane negativo (-6,6%) a causa dei picchi del 2025, l’aumento dei prodotti in ingresso, accompagnato da un rallentamento delle esportazioni, è un elemento critico per la competitività dell’industria nazionale e la stabilità del mercato interno. È fondamentale garantire condizioni di concorrenza e continuare a investire in qualità, sostenibilità e innovazione che rendono speciale il nostro Made in Italy, attraverso il potenziamento degli strumenti per l’internazionalizzazione che favoriscano l’apertura di nuove opportunità commerciali.”

Feltrin aggiunge: “Chiediamo all’Europa di attuare tutte le misure necessarie per proteggere il mercato interno, effettuando serrati controlli sulle merci in entrata. Le regole europee devono essere rispettate anche da chi produce al di fuori dei confini continentali. Non farlo significa permettere una concorrenza sleale.”

Anche il settore del mobile, come evidenziato dai dati di FederlegnoArredo, sta subendo le conseguenze della debolezza internazionale. Nel primo trimestre, il fatturato dell’industria ha registrato una diminuzione del 3,5%, causata principalmente dal calo delle esportazioni (-7,5%). Sebbene le importazioni siano ancora negative nel periodo gennaio-marzo (-6%), stanno mostrando un graduale recupero, con un’accelerazione in aprile (+11,2%), collegata ai livelli molto alti registrati, in particolare dalla Cina, dove si è visto un aumento del 19,6% nel solo mese di aprile.

La situazione per l’industria del legno è più stabile, chiudendo il trimestre con un fatturato sostanzialmente invariato (+0,2%). La crescita dei prezzi alla produzione (+3,7% nel periodo gennaio-aprile) aiuta a compensare la diminuzione dei volumi produttivi (-5,6%), in un contesto di forti tensioni sui materiali, in particolare sui segati, che hanno visto aumenti di prezzo superiori al 9%.

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