A Monterappoli, una serata per commemorare Enrico Berlinguer

Inaugurata la sede del Comitato toscano dell’associazione Enrico Berlinguer a Firenze.

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Oggi è stata ufficialmente aperta a Firenze la sede del Comitato toscano dell’associazione Enrico Berlinguer, situata all’interno del circolo Sms di Rifredi. Questa rappresenta la prima sezione regionale dell’associazione. Alla cerimonia ha partecipato anche Achille Occhetto, l’ultimo segretario del Pci e il primo segretario del Partito democratico della sinistra.
La scelta della data ha un forte significato simbolico: “il 13 giugno di 42 anni fa, a Roma, si svolgevano i funerali pubblici di Enrico, durante i quali una vasta folla gli ha tributato l’ultimo commosso saluto, onorando un grande protagonista della storia italiana“, è stato sottolineato durante l’evento.

Si precisa che l’associazione toscana “nasce per mantenere vive e promuovere i valori in cui credeva anche Enrico, caratterizzati dalla straordinaria capacità di essere ascoltato e compreso“. Non si tratta, quindi, di un movimento politico, “ma di un incontro fra persone, finalizzato a fare rete e a capire, promuovendo riflessioni e trovando risposte a un pensiero di sinistra efficace“. L’obiettivo è “creare un punto di riferimento culturale e di elaborazione politica per mettere a disposizione esperienze a chi desidera continuare a lavorare per una nuova società“. Tra i temi prioritari evidenziati ci sono: pace, disarmo e internazionalismo.
Questa iniziativa segue la mostra tenutasi nel 2025 al Mandela Forum di Firenze, intitolata “I luoghi e le parole di Enrico Berlinguer”, che ha attirato oltre 30.000 visitatori.”

“Berlinguer rappresenta un esempio di cosa deve fare un leader politico”, ha dichiarato Occhetto, cioè avere “una profonda convinzione che sia possibile cambiare la società“. Secondo Ugo Sposetti, presidente dell’associazione nazionale, “c’è una forte richiesta di politica. La mostra e il comitato sono una risposta a questa necessità. Il referendum sulla giustizia dimostra che, quando c’è un obiettivo chiaro, i giovani si recano alle urne“. Michele Ventura, presidente toscano dell’associazione, ha aggiunto: “abbiamo raccolto l’energia emersa dalla mostra al Mandela“.

A margine dell’inaugurazione, Occhetto ha ripreso il tema della partecipazione al voto dei più giovani. “L’affluenza per il referendum è stata alta, perché si trattava di una battaglia ideale, semplice e chiara. Le elezioni, in particolare quelle comunali, non hanno lo stesso richiamo, specialmente per i giovani. Oggi le forze politiche devono sforzarsi, affrontando temi concreti, di dare un orizzonte ideale per riconquistare i giovani che altrimenti non vedono il significato del voto“.
Riguardo alle responsabilità, l’ex segretario del Pci non esonera nessuno: “Tutti e due. La società è cambiata, la gente crede che sia meglio restare a casa con il proprio smartphone e c’è meno voglia di partecipare rispetto a quando ero giovane. La politica, d’altra parte, deve compiere sforzi decisivi, anche più impegnativi di un tempo, per riattivare l’iniziativa politica delle nuove generazioni“.

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