“Sono consapevole della responsabilità sociale legata al fatto che, attraverso la mia attività professionale, avrò la possibilità di avere un impatto significativo sulla vita degli altri”.
Questo è uno dei passaggi chiave dell’Impegno Solenne pronunciato ieri a Firenze da circa 200 nuovi psicologi e psicologhe, riuniti al The Social Hub per celebrare il loro ingresso nella comunità professionale e per condividere i valori fondamentali della professione.
La cerimonia è stata inaugurata dalla più giovane partecipante presente in sala, che ha letto il testo a nome di tutti i presenti. Successivamente, la presidente dell’Ordine, Maria Antonietta Gulino, ha proceduto con la consegna delle pergamene di iscrizione.
“L’Impegno Solenne non è solamente un atto formale, ma rappresenta una responsabilità nei confronti delle persone e della comunità. Coloro che entrano in questa professione – ha affermato Gulino – si impegnano a utilizzare le proprie competenze per il benessere degli altri, rispettando la dignità, l’autonomia e le diversità di ciascuno. Si tratta di un percorso che richiede preparazione, continuo aggiornamento e consapevolezza del valore sociale del lavoro psicologico”.
L’Impegno Solenne richiama i principi fondamentali del Codice Deontologico: la tutela della riservatezza e dell’autodeterminazione, il rispetto delle opinioni e delle credenze, il rifiuto di qualsiasi forma di discriminazione e l’importanza di evitare l’uso inappropriato dell’influenza nelle vite delle persone. Tra gli impegni c’è anche quello di mantenere un’adeguata preparazione professionale e di stabilire rapporti con i colleghi basati sulla lealtà e sul rispetto reciproco.
Ieri, oltre alla cerimonia, c’è stata anche l’opportunità di discutere delle prospettive di formazione. I neo psicologi hanno potuto incontrare i rappresentanti delle Scuole di Specializzazione in Psicoterapia con sede in Toscana, che hanno firmato un protocollo d’intesa con l’Ordine, per conoscere i percorsi di specializzazione e le opportunità di approfondimento disponibili dopo l’iscrizione.
La giornata si è conclusa con un intervento di Janina Fisher, psicologa clinica ed esperta internazionale nel trattamento del trauma, dal titolo “Transforming the “Living Legacy” of Trauma.” Al centro della sua riflessione c’era il modo in cui le esperienze traumatiche continuano a lasciare tracce nel corpo e nella mente anche molto tempo dopo la cessazione degli eventi che le hanno causate. Un’eredità che può manifestarsi attraverso reazioni emotive e fisiche, difficoltà relazionali e meccanismi di difesa che si riattivano nel presente. Fisher ha approfondito le modalità per riconoscere e comprendere queste risposte, integrando le conoscenze neurobiologiche con gli strumenti della psicoterapia per guidare le persone in un percorso di elaborazione e recupero.
Fonte: Ufficio Stampa
