Detenzione a vita per un soldato russo per crimini di guerra a Vovchansk

Detenzione a vita per un soldato russo per crimini di guerra a Vovchansk

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La giustizia ucraina ha preso una decisione storica in merito a un soldato della Federazione Russa responsabile di gravi violazioni dei trattati internazionali relativi ai conflitti armati. Grazie al meticoloso lavoro di raccolta delle prove del Servizio di Sicurezza dell’Ucraina (SBU), il trentaseienne Sergey Tuzhilov, noto con il nome in codice “Altay”, è stato condannato all’ergastolo. Il soldato, appartenente alla 69ª Divisione Fucilieri Motorizzati del Distretto Militare di Leningrado, era stato catturato nelle vicinanze di Kharkiv dopo che la sua unità era stata decimata durante i combattimenti.

Le indagini hanno rivelato un quadro di estrema brutalità avvenuto nel giugno 2024 durante gli scontri nei pressi di una fabbrica a Vovchansk. Tuzhilov, con precedenti penali in Russia per rapina e traffico di stupefacenti, è stato responsabile dell’esecuzione sommaria di tre prigionieri di guerra delle Forze Armate Ucraine. Secondo le prove presentate in aula, l’imputato avrebbe sparato alla nuca di un soldato ucraino già legato e incapace di difendersi.

Oltre all’esecuzione diretta, il militare russo ha avuto un ruolo attivo nella pianificazione e nell’organizzazione di ulteriori omicidi premeditati. Tuzhilov ha infatti selezionato i luoghi adatti per le esecuzioni di altri due prigionieri, vigilando mentre i suoi complici portavano a termine i crimini. Le vittime, prima di essere uccise, sono state sottoposte a torture atroci dopo essere state legate a dei pali. Le indagini hanno inoltre dimostrato che gli occupanti comunicavano via radio con il comando per riferire l’esito delle torture e ricevere l’autorizzazione per procedere con le esecuzioni.

Le prove raccolte dagli esperti informatici e dagli investigatori dell’SBU sono state giudicate inconfutabili dalla corte, che ha dichiarato Tuzhilov colpevole di concorso in maltrattamento di prigionieri di guerra e omicidio premeditato per cospirazione. La sentenza, emessa ai sensi del Codice Penale dell’Ucraina, rappresenta un forte messaggio contro l’impunità per i crimini commessi in guerra e segna un passo significativo nel perseguire le responsabilità penali individuali in situazioni di conflitto.

Immagine tratta dal sito dell’agenzia di stampa “Re-Inform” https://reinform.in.ua/

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