Le nuove normative europee riguardanti gli imballaggi inizieranno ad applicarsi dal 12 agosto, portando cambiamenti graduali e visibili per i consumatori durante le loro spese quotidiane.
Un cambiamento europeo sta per influenzare la vita quotidiana dei consumatori, toccando anche ciò che viene acquistato ogni giorno.
Dal 12 agosto 2026 il nuovo regolamento europeo sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio, noto come PPWR, sarà pienamente operativo. Le conseguenze arriveranno in diverse fasi: alcune norme entreranno in vigore subito, mentre altre modificheranno confezioni, etichette e spedizioni nei prossimi anni.
Inizio delle restrizioni sugli imballaggi dal 12 agosto
Il regolamento UE 2025/40 è in vigore dal 11 febbraio 2025, ma la sua applicazione generale partirà il 12 agosto 2026. Le norme riguardano tutti gli imballaggi immessi sul mercato europeo e coinvolgono produttori, importatori e distributori. Per supermercati e negozi, questo significa aderire a un sistema con controlli e responsabilità più severi riguardo alla conformità delle confezioni.
Una delle novità immediate riguarda gli imballaggi a contatto con gli alimenti. A partire dal 12 agosto, non potrà essere commercializzato alcun imballaggio contenente PFAS in concentrazioni uguali o superiori ai limiti stabiliti dal regolamento, poiché queste sostanze risultano molto persistenti nell’ambiente. Tuttavia, le confezioni già sul mercato prima della scadenza possono continuare a essere vendute.
Inoltre, dal 12 agosto entra in vigore il principio secondo cui gli imballaggi immessi sul mercato devono essere riciclabili. La Commissione ha chiarito nel 2026 che questo requisito generale si applica dalla data di applicazione del PPWR, mentre criteri tecnici dettagliati e classi di prestazione della riciclabilità diventeranno gradualmente operativi verso il 2030.
La scomparsa delle confezioni “piene d’aria” non sarà immediata
Il cambiamento più evidente sugli scaffali non si verificherà tutto il 12 agosto. Le normative contro gli imballaggi eccessivi hanno infatti scadenze successive. Entro il 12 febbraio 2028, chi riempie imballaggi destinati alla vendita dovrà ridurre lo spazio vuoto al minimo necessario per garantire la funzionalità e la protezione del prodotto.
Una spesa con confezioni in cartone compatte e borsa riutilizzabile, in linea con le nuove regole UE sugli imballaggi.
Per gli imballaggi multipli, da trasporto e per il commercio elettronico, verrà introdotto un limite chiaro: lo spazio vuoto massimo non dovrà superare il 50%. Questo obbligo entrerà in vigore il 1° gennaio 2030, o tre anni dopo l’entrata in vigore degli atti europei che definiranno il metodo di calcolo, se questa data sarà successiva. Anche i materiali di riempimento saranno considerati come spazio vuoto.
Questo significa che non ci sarà una scomparsa immediata di scatole grandi e sacchetti voluminosi dal 12 agosto. Il PPWR avvia però un processo di trasformazione già programmata, mirato a ridurre materiale e rifiuti. Secondo la Commissione europea, nel 2022, ogni cittadino dell’Unione ha generato in media 186,5 chilogrammi di rifiuti da imballaggio.
Nuove etichette e obiettivi di riciclo rivisitati
Anche le etichette subiranno modifiche, ma non immediatamente. Il regolamento prevede un etichetta armonizzata con pittogrammi che indicherà i materiali dell’imballaggio e renderà più facile la raccolta differenziata. Questo obbligo sarà attivo dal 12 agosto 2028, o 24 mesi dopo l’entrata in vigore degli atti di esecuzione europei, se questa seconda data si rivelerà più tarda.
Per quanto riguarda il riciclo, i dati corretti differiscono da quelli circolati in alcune ricostruzioni. Entro il 31 dicembre 2030, gli Stati membri dovranno raggiungere almeno il 70% in peso di tutti i rifiuti da imballaggio prodotti, con obiettivi specifici del 55% per la plastica, 60% per l’alluminio, 80% per i metalli ferrosi e 85% per carta e cartone.
Per i consumatori, quindi, il 12 agosto segna l’inizio di una nuova era europea. Le prime conseguenze riguardano conformità, riciclabilità e limiti ai PFAS negli imballaggi alimentari; gli effetti più evidenti sugli scaffali si proporranno gradualmente. L’obiettivo finale è ottenere confezioni più facili da riciclare e meno ingombranti, senza necessariamente modificare dall’oggi al domani le abitudini dei consumatori.
