La passione per la fotografia di Mario Forconi si esprime quotidianamente, instancabilmente, attraverso la narrazione del suo amore per la cultura delle origini, esplorando il valore sociale e culturale di una dimensione ormai scomparsa. Questo è il cuore di una mostra inedita, promossa e organizzata dal Comune di Barberino Tavarnelle. Da qualche giorno, l’esposizione di 177 immagini storiche è stata allestita negli spazi di Palazzo Pellegrini, all’interno del castello medievale di Barberino Val d’Elsa. Un unico ‘ritratto di comunità’ che emana un respiro eterno, frutto dell’enciclopedica collezione di fotografie d’epoca di Mario, che mette a fuoco i volti e i nomi delle famiglie di Barberino Val d’Elsa e Tavarnelle Val di Pesa dal 1873 agli anni Settanta. La mostra, intitolata “Con nome e cognome. Un secolo di famiglie toscane della Val di Pesa e della Val d’Elsa”, nasce dall’omonima pubblicazione voluta dalla giunta Baroncelli e presentata lo scorso febbraio, come primo passo di un viaggio alla riscoperta delle radici del territorio guidato da Mario Forconi.
Durante il taglio del nastro, avvenuto nell’ambito della manifestazione “Barberino in Fiore”, erano presenti l’autore, la vicesindaca Elena Borri, gli assessori Paolo Giuntini, Roberto Fontani, Anna Grassi, e Tiberio Bagni, nonché il presidente del Consiglio comunale Alberto Marini. Insieme agli organizzatori dell’evento, guidati da Roberta Mugnaini, presidente dell’Associazione Operatori economici di Barberino Val d’Elsa, centinaia di persone, residenti e non, hanno affollato il primo piano dello storico edificio alla ricerca di nonni e bisnonni, di nomi e cognomi da attribuire agli antenati, di un’identità da riscoprire nel proprio albero genealogico.
Una storia, quella di Barberino Tavarnelle, che rimarrà viva per sempre, grazie agli abitanti impegnati a trasmettere valori, narrazioni quotidiane, costumi, tradizioni, mestieri e feste. Tra questi, Mario Forconi, fotografo amatoriale da quarant’anni, esplora la memoria viaggiando attraverso luoghi fisici e immateriali, entrando nelle vite delle persone, sfogliando album di famiglia che amici e conoscenti gli affidano, accendendo il cassetto dei ricordi con la sua macchina fotografica sempre al collo. Questo rituale, avviato negli anni Ottanta durante una delle prime feste dei Rioni di Tavarnelle Val di Pesa, è proseguito non solo come fotografo, ma anche come collezionista di immagini originali, riproduzioni e cartoline raccolte grazie alle famiglie. Oggi, il ‘tesoro’ antropologico di Mario racconta la storia di Barberino Tavarnelle attraverso un patrimonio unico di 10mila istantanee d’epoca, datate tra il diciannovesimo e ventesimo secolo, corredato dall’identificazione di volti di famiglie ritratte, 56mila nomi e 600 soprannomi.
“Nell’omaggio che Mario Forconi dedica alla Storia – osserva la vicesindaca Elena Borri – vi è la lunga evoluzione di una comunità attraverso le generazioni, le storie della vita rurale, i volti segnati dalla fatica e dalla resilienza. Ci sono i cambiamenti di un’epoca che oggi possiamo approfondire grazie al lavoro di Mario, che ha reso la ritrattistica familiare parte del suo ampio patrimonio, un valore documentale e sociale per tutti.”
“Sono davvero felice e commosso,” – commenta Mario Forconi – “ringrazio la mia famiglia e la comunità, e un ringraziamento speciale a chi mi ha affidato le loro foto. Ho voluto dare un volto alla nostra storia per preservarne la memoria e trasmettere alle nuove generazioni l’importanza delle relazioni familiari.”
La mostra sarà visitabile fino al 21 giugno nei seguenti orari: giovedì dalle ore 16 alle ore 19, venerdì, sabato e domenica dalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 16 alle ore 19, ingresso libero.
