Cinque borghi, pochi chilometri e una miriade di storie: un percorso nel Mugello attraverso le tracce dei Medici, l’artigianato, lo stile liberty, artisti di spicco e i suggestivi paesaggi toscani.
Il Mugello è ideale per un itinerario di un giorno, unendo borghi, fortezze, musei e scenari che narrano secoli di storia toscana.
Le distanze contenute consentono di esplorare arte, tradizioni artigianali e la memoria medicea senza correre. Firenzuola, Scarperia, San Piero a Sieve, Borgo San Lorenzo e Vicchio presentano cinque identità uniche, tutte legate al medesimo territorio. La chiave è scegliere con attenzione i tempi e le soste.
Da Firenzuola a Scarperia: avamposti fiorentini, pietra serena e coltelli
Il viaggio può iniziare da Firenzuola, situata nell’alta valle del Santerno, sul versante adriatico dell’Appennino. La “piccola Firenze”, come la denominò lo storico Giovanni Villani, nacque come avamposto della Repubblica fiorentina: la prima pietra fu posata il 9 aprile 1332, in una posizione strategica verso la Romagna. La città porta ancora i segni delle ferite del Novecento: nel 1944 fu quasi completamente distrutta dai bombardamenti e successivamente ricostruita secondo il layout dell’antica cinta.
Una visita imperdibile è al Museo della Pietra Serena, situato nei sotterranei della Rocca progettata da Antonio da Sangallo. Qui viene raccontata la storia dell’estrazione e della lavorazione di una pietra che risale al Rinascimento, apprezzata da maestri come Brunelleschi e Michelangelo.
Scendendo verso la valle, si raggiunge Scarperia, fondata nel 1306 lungo la strada che collega Firenze a Bologna. Il centro si sviluppa attorno al Palazzo dei Vicari, la cui facciata è decorata con stemmi, incluso quelli in terracotta delle botteghe dei Della Robbia e di Benedetto Buglioni. All’interno si trova il Museo dei Ferri Taglienti, che narra la tradizione dei coltelli locali. Anche se l’autodromo si trova a circa un chilometro e mezzo, qui il rombo dei motori rimane un rumore di sottofondo.
San Piero a Sieve e Borgo San Lorenzo: il Mugello dei Medici e il liberty dei Chini
Da Scarperia a San Piero a Sieve ci vogliono pochi minuti. A dominare il paesaggio è la Fortezza di San Martino, voluta dai Medici: la prima pietra fu posta il 30 giugno 1569, su progetto di Baldassarre Lanci, successivamente ripreso da Bernardo Buontalenti. I lavori furono completati nel 1608, sotto Ferdinando I. Sebbene la fortezza sia privata, il profilo delle sue mura rimane uno dei simboli più riconoscibili del Mugello mediceo.
Il Mugello al tramonto tra campanili e paesaggi toscani – Okmugello.it
Nel paese vale la pena visitare la pieve, con il fonte battesimale in terracotta policroma invetriata, realizzato nel 1508 dalla bottega dei Della Robbia. Poco distante, il Castello del Trebbio, riconosciuto dall’UNESCO nel 2013, risale all’epoca di Lorenzo il Magnifico e alle sue battute di caccia.
A Borgo San Lorenzo, invece, la narrazione prende un’altra direzione. Qui, nel 1906, Galileo Chini e suo cugino Chino fondarono le Fornaci San Lorenzo, lasciando un’impronta liberty che è ancora evidente. Il punto di partenza è Villa Pecori Giraldi, sede del Chini Museo. Da lì si può proseguire tra municipio, pieve e Santuario del Santissimo Crocifisso, seguendo un Itinerario Liberty che conta decine di tappe nel territorio.
Vicchio al tramonto: Giotto, Beato Angelico e le colline del Mugello
L’ultima tappa è Vicchio, meglio visitata nel tardo pomeriggio, quando la luce si diffonde sulle colline e il traffico nella valle si fatto più leggero. Il paese è legato a due figure iconiche della storia dell’arte: Giotto e il Beato Angelico. La casa natale di Giotto si trova sul colle di Vespignano, dove secondo la tradizione l’artista nacque nel 1267.
Dopo la ristrutturazione del 2008, non è più un museo nel senso tradizionale, ma uno spazio per incontri, attività e visite, più vivo nei fine settimana. Dal giardino gli occhi si perdono nel dolce e agricolo paesaggio mugellano.
In paese, il Museo di Arte Sacra Beato Angelico ospita opere provenienti dalle chiese della zona, mentre la casa che fu di Benvenuto Cellini, che soggiornò qui tra il 1559 e il 1571, è oggi una scuola di oreficeria e ospita mostre temporanee. Chi ha ancora un’ora di tempo può spingersi fino a Barbiana, luogo legato a don Lorenzo Milani. È una breve deviazione, ma cambia l’atmosfera della giornata, chiudendo il Mugello con una memoria civile oltre che artistica.
