L’argomento, che verrà discusso in Consiglio Comunale nella seduta del 26 marzo, mette in evidenza i lunghi ritardi accumulati nel…
Nel comune di Pontassieve ritorna al centro del dibattito politico la questione della “Casa Rossa”, edificio situato nel quartiere di Mezzana, da tempo in attesa di riqualificazione. Il gruppo consiliare Alternativa Comune, tramite un’interrogazione del consigliere Alessandro Cresci, ha portato nuovamente all’attenzione la situazione, richiedendo chiarimenti all’amministrazione del sindaco Carlo Boni.
L’atto, che sarà esaminato in Consiglio Comunale il 26 marzo, evidenzia i lunghi ritardi nel progetto di recupero dell’immobile, previsto come centro per l’emergenza abitativa e per iniziative di inclusione sociale. Le prime comunicazioni risalgono al 2012, con un finanziamento regionale di 1,3 milioni di euro e la chiusura dei lavori prevista entro il 2014.
Dopo quattordici anni, tuttavia, l’edificio non è ancora operativo, suscitando malcontento tra la popolazione e le forze politiche locali. Tra le problematiche riscontrate, si segnala la riduzione dei posti letto previsti, scesi dai 32 inizialmente previsti a una stima attuale di 20-24.
L’interrogazione richiede un’analisi dettagliata delle difficoltà burocratiche che hanno ostacolato il processo, insieme a informazioni sui tempi di completamento e inaugurazione della struttura. Vengono anche richiesti chiarimenti sulla destinazione finale degli spazi, confermando il progetto di orto urbano e valutando la possibilità di aree per la genitorialità, con particolare attenzione ai padri separati in situazioni di fragilità abitativa.
La questione della Casa Rossa riemerge come simbolo delle difficoltà amministrative connesse ai progetti di rigenerazione urbana e delle attese ancora insoddisfatte nel campo delle politiche sociali.
