Assolta dopo quattro anni la donna arrestata a Firenze da 15 vigili per non aver indossato la mascherina.

Assolta dopo quattro anni la donna arrestata a Firenze da 15 vigili per non aver indossato la mascherina.

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fotogramma dell’arresto © nc

Dopo un lungo e complicato processo legale durato quattro anni, è giunta l’assoluzione totale per Barbara Arcidiacono, la cittadina fiorentina che era stata fermato, immobilizzata, ammanettata e arrestata da quindici agenti della Polizia Municipale nel 2020, mentre portava a spasso il suo cane senza mascherina durante l’emergenza sanitaria.

Il Giudice Sonia Di Domenicantonio, giudice monocratico del Tribunale penale di Firenze, ha emesso ieri 28 marzo 2025 una sentenza di assoluzione con formula piena, riconoscendo l’infondatezza delle accuse di resistenza a pubblico ufficiale presentate dalla Procura della Repubblica di Firenze contro la Arcidiacono.

L’episodio, avvenuto durante il periodo delle restrizioni anti-Covid, ha generato un acceso dibattito: la donna, secondo quanto emerso in aula, fu medicata al pronto soccorso per le ferite subite durante l’arresto, e avrebbe subito anche la disinvezione del cellulare da parte degli agenti mentre tentava di contattare il proprio avvocato, un episodio che i suoi legali hanno definito “gravissimo” e “in violazione dei più fondamentali diritti di difesa garantiti dalla Costituzione”.

Gli avvocati Edoardo Polacco, Guglielmo Mossuto e Andrea Fusi Martinucci, che hanno rappresentato la signora Arcidiacono, hanno descritto la situazione come un “processo pericoloso per la democrazia italiana”, evidenziando come, nel corso degli anni, la Procura abbia archiviato la querela presentata dalla donna contro i vigili, per concentrarsi invece sull’indagine di 84 cittadini che filmarono l’accaduto quella mattina.

“La Giustizia, come delineata nella Costituzione Italiana, esiste ancora”, hanno commentato i legali a conclusione dell’udienza, annunciando ora azioni legali per ottenere il risarcimento dei danni subiti dalla loro assistita. La sentenza, giunta al termine di un lungo e complesso iter giudiziario, rappresenta – secondo i difensori – un punto di riferimento a tutela dei diritti dei cittadini contro ogni abuso di potere.

Una vicenda che, oltre a suscitare forti reazioni nell’opinione pubblica, rimarca la necessità di un equilibrio tra ordine pubblico e diritti fondamentali, specialmente in contesti emergenziali come quelli vissuti durante la pandemia.



Fonte notizia

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