Per la Campania è stato selezionato l’Aglianico, “la regina delle uve”, nella sua versione Irpinia Campi Taurasini DOC di “La Molara”, un vero simbolo del territorio e della tradizione vitivinicola irpina. Per rappresentare Ischia, sono stati scelti due vini della Biancolella, vitigno emblematico dell’isola: l’Ischia Biancolella di Tommasone e il Kalimera di Cenatiempo. Inoltre, sarà condotto uno studio approfondito sulla Forastera, un vitigno minore della DOC Ischia. Saranno quindi sei vini diversi che parteciperanno alla stessa esperienza, un confronto utile per osservare l’evoluzione delle varie tipologie in condizioni subacquee. Elemento distintivo del progetto sarà anche il passaporto digitale della bottiglia: una vera e propria identità digitale che accompagnerà ogni vino nel suo percorso. La scelta di Ischia non è stata casuale; l’isola vulcanica ha una storicità significativa legata alla viticoltura e al mare. È proprio dall’incontro tra queste due dimensioni – la terra vulcanica e l’ambiente marino – che prende vita l’idea del Volcanic Sea Cellar. Così, il 25 settembre avrà inizio un viaggio che durerà da sei a diciotto mesi, per scoprire se e come il mare può rappresentare una nuova frontiera per l’evoluzione del vino.
– foto IPA Agency –
