Un’importante figura della storia politica italiana e delle lotte per i diritti civili ci ha lasciato. È deceduta Emma Bonino, attiva per oltre cinquanta anni nella politica italiana. Aveva 78 anni. La rinomata leader del Partito Radicale e attualmente alla guida di Più Europa, era stata ricoverata in gravi condizioni lunedì sera a Roma, avendo affrontato problemi di salute per lungo tempo.
Più Europa: “La sua vita è stata una lotta per la libertà”
A comunicare della sua scomparsa è stato il suo partito: “Emma ci ha lasciati, ma il suo ricordo rimarrà sempre con noi“, scrive Più Europa. “Oggi non perdiamo solo la nostra leader, perdiamo una delle personalità più lucide, coraggiose e libere della storia politica del nostro paese e del mondo libero. Emma è stata ‘scelta dalla politica radicale’ allorché un divieto cambiò la sua giovinezza. Da quel momento, ha deciso di combattere affinché ciò non accadesse mai più a nessuna. Attivista, parlamentare, ministra, commissaria europea. Sempre radicalmente libera. La sua vita è stata una lunga lotta contro tutto ciò che nega le libertà: contro l’aborto clandestino, la fame nel mondo, la partitocrazia, l’infibulazione, il giustizialismo, i genocidi, ogni forma di autoritarismo. Ma le sue battaglie più numerose sono state per: la democrazia, lo Stato di diritto, la giustizia internazionale, i diritti e i doveri di ogni persona e famiglia, l’autodeterminazione delle donne, la libertà di scelta, fino alla fine.
E per un’Europa unita, democratica e federale: gli Stati Uniti d’Europa. Questo è il suo testamento: non importa quante volte si debba perdere prima di conquistare una libertà per tutti. Non ci sono parole per descrivere il dolore e il vuoto che sentiamo oggi. Da domani cercheremo di trovare le parole giuste per trasformare la nostra gratitudine per essere stati al suo fianco in coraggio per continuare a combattere come ci ha insegnato. Grazie Emma, dal profondo del cuore“.
La battaglia per la depenalizzazione dell’aborto da Firenze
Nata a Bra, in provincia di Cuneo, il 9 marzo 1948, Emma Bonino studiò al liceo classico e si laureò in Lingue e letterature straniere all’Università Bocconi di Milano. Nel 1975 si unì al partito Radicale. La sua storia politica ha avuto un forte legame con la Toscana e, in particolare, con Firenze, dove negli anni Settanta si svolse una delle sue esperienze più significative: la battaglia per l’aborto quando non era ancora legale.
Nel 1974 Bonino si recò a Firenze per interrompere clandestinamente una gravidanza, un’esperienza che orientò ulteriormente il suo impegno politico verso l’aborto e l’autodeterminazione femminile. In città, conobbe il dottor Giorgio Conciani e il Cisa, attivo nel sostegno alle donne. Il Centro Informazioni per la Sterilizzazione dell’Aborto era stato fondato nel 1973 a Milano, a cui Bonino contribuì e, un anno dopo, seguì l’apertura di un ambulatorio a Firenze.
Bonino scoprì dell’apertura del Cisa, grazie ad un articolo di giornale, come racconta nel libro “I doveri della libertà“, intervista a cura di Giovanna Casadio (Editori Laterza). Decise di presentarsi e chiedere se poteva aiutare, raccontando della campagna pubblica in favore delle donne, “per la prima volta senti le parole «disobbedienza civile»“. In riferimento al suo impegno pubblico, Emma Bonino nel libro afferma: “Fu il mio aborto clandestino nel 1974 l’eventualità scatenante. A 27 anni, il ginecologo affermava che fossi sterile, invece restai incinta“. Per abortire, le fu chiesta una somma di un milione. “Mi parlarono del dottor Giorgio Conciani a Firenze. Partii per Firenze“.
La polizia fece irruzione nell’ambulatorio nel 1975, e Bonino si autodenunciò facendosi arrestare davanti a un seggio elettorale. Fu l’inizio di una campagna radicale per la depenalizzazione dell’aborto. Tre anni dopo, nel 1978, fu promulgata la legge 194, che regolamenta l’interruzione volontaria della gravidanza.
Da quella dolorosa esperienza, per la quale Bonino si definì “umiliata” e decise che “non sarebbe accaduto mai più a nessuna”, presero forma alcune delle sue principali battaglie politiche, basate su referendum, disobbedienza civile e diritti individuali. Eletta alla Camera nel 1976, svolse un ruolo di primo piano nella politica italiana ed europea. Fu eletta al Parlamento europeo e ricoprì le cariche di commissaria e di ministra due volte (dal 2006 al 2008 e dal 2013 al 2014), oltre che vicepresidente del Senato della Repubblica. Nel 1999 lanciò la sua candidatura a presidente della Repubblica con una campagna audace che rimase nella memoria: “Finalmente l’uomo giusto” erano le parole dei manifesti e degli spot.
Le opinioni. Giani: “Con lei, la nostra democrazia, i diritti e l’Europa sono più forti”
“Dalla tutela dei diritti civili all’impegno per l’Europa, dalla difesa della libertà delle persone alla protezione dei più vulnerabili, ha lasciato un segno profondo nel dibattito pubblico italiano e ha contribuito a rendere la nostra democrazia, i nostri diritti e i valori dell’Europa unita più solidi”, ha dichiarato il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, esprimendo il suo cordoglio per la scomparsa della storica leader radicale ed europeista. “Con la morte di Emma Bonino, l’Italia perde una delle figure più significative e riconosciute della sua storia politica e civile”, continua il presidente, evidenziando le caratteristiche e le virtù di “una donna tenace e coraggiosa, capace di portare avanti le proprie battaglie con determinazione, anche quando questo significava andare controcorrente”. “Alla sua famiglia, ai suoi cari e a tutta la comunità radicale – conclude Giani – va il mio più sincero cordoglio, sia a nome personale che dell’intera Regione Toscana. Ciao Emma, grazie per una vita dedicata alla lotta per ciò in cui credevi”.
