PRATO (ITALPRESS) – È stato inaugurato il Textile Hub a Prato, la nuova infrastruttura all’avanguardia in Toscana per il recupero e la valorizzazione dei rifiuti tessili. Questo investimento segna un passo importante, mirando a trascendere i confini regionali. Mentre l’Europa evolve le normative del settore verso prodotti più sostenibili e riciclabili, il nuovo impianto fornisce tecnologie innovative per facilitare questa trasformazione.
Realizzato da Plures con un investimento di 31,3 milioni di euro, il Textile Hub ha ricevuto un contributo di 900 mila euro dal PNRR e ha beneficiato del piano Industria 4.0 con un credito d’imposta di 850 mila euro. L’iniziativa è stata concepita per affrontare una delle più grandi sfide del settore tessile: valorizzare le fibre, trasformando ciò che oggi è considerato rifiuto in una risorsa per il sistema produttivo.
Questo progetto unisce tecnologia avanzata, economia circolare e tradizione artigianale, elevando Prato come centro di riferimento europeo per il recupero e la rigenerazione dei materiali tessili. Le recenti politiche europee stanno profondamente modificando il ciclo di vita dei prodotti tessili, promuovendo la raccolta differenziata, il riuso e il riciclo delle fibre. Questo contesto rende fondamentale la capacità di recuperare materie prime.
In tale contesto, il Textile Hub rappresenta una risposta concreta, anticipando una evoluzione che influenzerà l’intera filiera della moda europea nel tempo.
Il nuovo impianto è progettato per trattare fino a 33.000 tonnellate di rifiuti tessili all’anno: 20.000 tonnellate di materiali post consumo, corrispondenti all’intero fabbisogno della raccolta differenziata della Toscana, e 13.000 tonnellate di scarti pre-consumo provenienti principalmente dal distretto tessile pratese.
Strutturato per valorizzare le due fonti principali di materiali tessili a fine vita, il hub crea una filiera integrata dedicata al recupero.
L’obiettivo è massimizzare il valore recuperabile dalle fibre. I capi ancora utilizzabili saranno recuperati per il riuso, mentre quelli non riutilizzabili saranno selezionati per il riciclo, reinserendo nuova materia nel ciclo produttivo come “end of waste”.
Una volta a regime, circa il 60% dei materiali post consumo potrà essere destinato al riuso dopo una necessaria sanificazione; il restante 40% sarà selezionato per fibra e avviato al pre-sfilacciamento, primo passo nel processo di riciclo meccanico.
L’impianto si estende su 7.000 metri quadrati di superficie coperta, ulteriormente supportata da circa 10.000 metri quadrati di spazi esterni per logistica e movimentazione dei materiali.
La realizzazione ha richiesto 24 mesi di lavori, mentre il collaudo del sistema proseguirà fino alla fine del 2026, affiancando la piena operatività dell’infrastruttura.
A regime, il Textile Hub prevede l’impiego di circa 50 persone, organizzate su due turni di lavoro. Di queste, circa due terzi saranno coinvolti nella cernita semi-automatica dei materiali, una fase cruciale per mantenere la qualità ed efficienza del processo di recupero.
Il Textile Hub sorge in una zona dove il recupero delle fibre è una competenza industriale consolidata da oltre un secolo, prima ancora di diventare una questione ambientale. L’impianto è il risultato di un approccio collaborativo nell’ambito della strategia Next Generation Prato, che ha riunito istituzioni, produttori, sindacati e ricerca. L’obiettivo comune è rafforzare il ruolo del distretto come laboratorio europeo di innovazione e riciclo tessile.
Accanto a Plures e al Comune di Prato, il progetto ha coinvolto le principali associazioni di categoria e partner scientifici. Questa collaborazione ha permesso di combinare competenze industriali, ricerca e innovazione per creare un’infrastruttura che funge da modello non solo per il territorio pratese, ma per l’intero panorama nazionale nel settore del riciclo tessile.
Lorenzo Perra, presidente di Plures, dichiara: «Il Textile Hub rappresenta molto più di un nuovo impianto. È una prova che la transizione ecologica può essere una leva per lo sviluppo industriale, investendo in infrastrutture e competenze. L’Europa sta indicandoci una direzione chiara per il futuro del settore tessile; noi abbiamo scelto di guidare questa trasformazione con un’infrastruttura che offre risposte concrete a una sfida parallela all’ambiente e alla competitività del nostro sistema produttivo. Questo è il senso del Piano Industriale di Plures: costruire oggi le strutture che garantiranno l’economia circolare di domani».
Alberto Irace, amministratore delegato di Plures, afferma: «Il Textile Hub nasce per rispondere a un bisogno destinato a crescere nei prossimi anni: recuperare il massimo valore dai materiali tessili e reinserirli nel ciclo produttivo. Abbiamo creato un impianto che integra tecnologie avanzate, intelligenza artificiale e automazione industriale per affrontare una questione che trascende la gestione dei rifiuti: il futuro di tutta la filiera produttiva. Questo investimento è parte di un programma più ampio con cui Plures sta migliorando la dotazione impiantistica della Toscana, nella convinzione che la sostenibilità si costruisca innanzitutto con infrastrutture moderne, efficienti e in grado di generare valore per il territorio».
Nicola Ciolini, vicepresidente di Plures, osserva che «per Prato questo progetto ha un significato che supera quello di un semplice impianto. Rappresenta un modo per mettere a sistema la vocazione storica del nostro distretto: recuperare, rigenerare e dare nuova vita alle fibre tessili. Oggi questa tradizione incontra le tecnologie più avanzate, creando opportunità di sviluppo per tutto il territorio. Sono orgoglioso che qui nasca un’infrastruttura destinata a diventare un punto di riferimento nazionale ed europeo per l’economia circolare nel settore tessile, migliorando la competitività delle aziende locali e creando nuove prospettive di lavoro e innovazione».
-foto ufficio stampa Alia Plures-
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