Possibile chiusura dell'ufficio del giudice di pace a San Miniato, FI: FdI parla di "grave perdita"

Giudice di pace di San Miniato, ulteriore sospensione per l’ufficio

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Un’altra sospensione per l’ufficio del Giudice di pace di San Miniato. Il tribunale di Pisa ha annunciato la chiusura per “impossibilità di svolgere l’attività giudiziaria”, in seguito a una comunicazione del Comune di San Miniato del 2 luglio.

Per fare un passo indietro, l’ufficio del Giudice di pace di San Miniato aveva chiuso un anno fa a causa della carenza di personale, come comunicato dal tribunale di Pisa nel giugno 2025, con il conseguente slittamento delle udienze programmate. Dopo settimane di discussioni tra i comuni del Cuoio e scambi di opinioni tra le forze politiche, il Comune, che nel 2012 aveva deciso di mantenere aperto l’ufficio a rischio chiusura dopo la revisione delle circoscrizioni giudiziarie, comunicò la riapertura. Questo è avvenuto dopo l’affidamento, a fine luglio dell’anno scorso, dei servizi di supporto amministrativo per la sede del Giudice di pace alla cooperativa di Lucca “Saperi e lavoro”, al fine di garantire il corretto svolgimento delle attività giudiziarie, sia civili che penali.

Ora, con un provvedimento datato 6 luglio, il tribunale di Pisa ha ordinato la sospensione dell’attività giudiziaria dopo aver preso atto, dalla recente comunicazione del Comune, della “impossibilità di avere il personale attualmente addetto all’ufficio, a causa della scadenza del contratto di appalto con la Cooperativa di servizi Lavori e Saperi e della mancata definizione della procedura per l’assegnazione di nuovo personale all’ufficio giudiziario, che si concluderà entro la fine del mese”. Considerando che prima della fine di luglio “non sarà identificato il personale da assegnare”, continua la nota del tribunale, “e che in seguito si entra nel periodo di sospensione feriale”, e poiché per gli “uffici a conduzione comunale non è possibile trasferire le attività presso gli uffici giudiziari ministeriali”, è stata disposta la sospensione, invitando i giudici a rinviare le udienze: in particolare tre, programmate nel mese di luglio.

Ci dispiace sinceramente per questa situazione e comprendiamo quanto il servizio del Giudice di pace rappresenti un’importante risorsa per i cittadini e per l’intero territorio” afferma il sindaco di San Miniato Simone Giglioli, interpellato sulla questione. “Per questo ci siamo attivati con largo anticipo, consapevoli di questa scadenza, ma abbiamo incontrato notevoli difficoltà nel reperire personale già formato. Per minimizzare i disagi, ci siamo immediatamente mossi, affidando a un’agenzia interinale la ricerca di due figure da inserire temporaneamente, in attesa della conclusione del concorso pubblico, prevista indicativamente per metà luglio. L’obiettivo dell’amministrazione è di riaprire il servizio nel più breve tempo possibile, garantendo la continuità delle prestazioni alla cittadinanza“.

Si ripete, puntuale come un copione già visto, il peggiore scenario per i cittadini del comprensorio del Cuoio: l’Ufficio del Giudice di Pace di San Miniato è nuovamente paralizzato, e la giustizia di prossimità — quella che concerne controversie quotidiane come risarcimenti per incidenti stradali, cause per beni mobili, opposizioni a sanzioni amministrative — è bloccata per mesi ancora“. Così si esprime lo Sportello Movimento Consumatori Santa Croce sull’Arno, che aggiunge: “Ciò che rende questa situazione ancor più grave è la sua totale prevedibilità. Le criticità nella gestione del personale dell’Ufficio del Giudice di Pace di San Miniato non sono nuove; sono strutturali e note da anni. Il Comune di San Miniato ha scelto di non affrontarle con il dovuto anticipo, trovandosi ancora una volta a gestire l’emergenza — anzi, a non saperla gestire — solo quando la crisi era già esplosa e il danno per i cittadini era consumato“, proseguono dal Movimento Consumatori. “Ricordiamo che l’Ufficio del Giudice di Pace di San Miniato è mantenuto in vita grazie all’impegno del Comune, che si fa carico delle spese di funzionamento e del personale amministrativo. Non si tratta quindi di un evento imprevedibile, ma di un onere noto che richiedeva programmazione, continuità e serietà istituzionale. Questa situazione è inaccettabile e dimostra la totale incapacità dell’amministrazione comunale di San Miniato di garantire la continuità a un presidio essenziale di giustizia sul territorio. Le conseguenze ricadono interamente sui cittadini, costretti a subire ritardi enormi per controversie che influiscono concretamente sulla vita quotidiana. Come associazione, monitoreremo gli sviluppi di questa vicenda e ci riserviamo ogni ulteriore iniziativa a tutela dei cittadini del comprensorio del Cuoio“.

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