Nuove sostanze tra i giovani: cos'è il 'miele da sballo' e qual è il legame con il crack?

Nuove sostanze tra i giovani: cos’è il ‘miele da sballo’ e qual è il legame con il crack?

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Il famoso ‘miele da sballo‘, consumato da un 17enne nella provincia di Napoli che è finito in coma, “non è una novità” nel contesto delle sostanze stupefacenti. A chiarirlo è Massimo Barra, uno dei pionieri in Italia nel trattamento delle tossicodipendenze e fondatore di Villa Maraini nel 1976. “Non si tratta di una droga nuova; l’alta concentrazione di Thc nella cannabis, di cui si discute in questo caso, è un fenomeno noto da anni. Oggi sappiamo che i livelli sono più elevati rispetto a venti anni fa”, spiega all’Adnkronos Salute.

Secondo Barra, il ‘miele da sballo’ è “uno dei tanti modi per assumere cannabis” e viene scelto principalmente da chi cerca un effetto ‘sconvolgente’. Questa modalità può apparire meno traumatica e più accettabile per i giovani, motivo per cui non si deve sottovalutare la cannabis. Potrebbe rappresentare un primo passo verso il consumo di altre sostanze“, avverte.

Tuttavia, ciò che preoccupa maggiormente l’esperto è l’allerta sul crack tra le nuove generazioni. “È estremamente diffuso tra i giovani e ci troviamo spesso impotenti anche dal punto di vista terapeutico, poiché si tratta di una sostanza altamente eccitante. I ragazzi che ne fanno uso stanno sempre peggio“, osserva Barra. Inoltre, il medico sottolinea che non bisogna considerare la tossicodipendenza come un problema limitato a specifiche categorie sociali.

La droga è democratica: colpisce tutti. Le persone di ogni estrazione sociale, ricchi o poveri, istruiti o meno, si rivolgono a noi. La sostanza assunta è importante, ma non è l’unico fattore. Gli effetti dipendono anche e soprattutto dalla struttura cerebrale di ciascuno. Questa è la vera variabile”, conclude.

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