Condurre uno stile di vita sano e alimentarsi in modo equilibrato è fondamentale, ma è altrettanto importante coltivare l’arte e lasciarsi ispirare dalla bellezza, oltre a praticare la preghiera o, più in generale, la meditazione. La bellezza e la spiritualità rappresentano un vero e proprio ‘elisir di lunga vita’, spiega padre Alberto Carrara, neuroscienziato, bioeticista e presidente dell’Istituto internazionale di neurobioetica, promotore del Vatican Longevity Summit che riunisce esperti di longevità a Città del Vaticano. “La scienza ci conferma che, in un’epoca segnata dalla bruttezza e dai conflitti, il tema della bellezza – come ad esempio l’ammirazione di un’opera d’arte – sta emergendo come una risposta umanistica con effetti diretti sulla nostra salute”.
“Abbiamo diversi studi scientifici che dimostrano come l’arte – continua Carrara – ‘faccia bene’. Ad esempio, nei pazienti oncologici, l’arte può influenzare positivamente l’assorbimento e l’efficacia dei farmaci chemioterapici. Non è un caso che in alcuni Paesi d’Europa, i pazienti oncologici e i loro caregiver possono entrare gratuitamente nei musei, riconoscendo così l’effetto epigenetico dell’arte e dell’esperienza estetica nel promuovere il benessere psicofisico. Questo non significa che l’arte possa curare, ma sicuramente migliora vari aspetti dell’impatto delle terapie disponibili”.
Inoltre, è importante considerare la pratica spirituale. “Io sono un sacerdote, ma è fondamentale sottolineare che ci sono prove scientifiche riguardo l’importanza della preghiera nel benessere. In centri oncologici di fama, come l’MD Anderson Medical Center di Houston, la ‘Meditation Therapy’ e la preghiera sono già incluse nei protocolli clinici, poiché riconosciute per il loro effetto epigenetico positivo nei pazienti oncologici. In sostanza, si tratta di una pratica che migliora il benessere non solo mentale, ma anche biologico di ciascuno di noi”.
