MILANO (ITALPRESS) – Il segmento del mercato ittico al dettaglio in Italia continua a espandersi, superando nel 2026 i 4 miliardi di euro. Questo è quanto è stato rivelato durante l’edizione 2026 del Norwegian Seafood Seminar, un congresso annuale organizzato dal Norwegian Seafood Council, che ha accolto a Milano i principali attori e stakeholder della filiera ittica italiana e norvegese, durante l’importante fiera Tutto Food. Nell’ambito dell’evento sono stati presentati dati e analisi sviluppati in collaborazione con i partner di ricerca del Norwegian Seafood Council, fornendo una visione dettagliata sull’evoluzione dei consumi ittici in Italia, con particolare enfasi su salmone norvegese, baccalà e stoccafisso.
«Il Seafood Seminar rappresenta ogni anno un’opportunità fondamentale di confronto per tutta la filiera ittica italiana e norvegese», sottolinea Tom-Jørgen Gangsø, Direttore Italia del Norwegian Seafood Council.
«L’obiettivo è fornire agli addetti ai lavori una panoramica aggiornata del mercato, condividendo dati, approfondimenti e trend che possano aiutare a comprendere come stiano evolvendo i consumi, la distribuzione e i modelli di acquisto. I dati di quest’anno evidenziano una crescita nelle vendite al dettaglio di prodotti a peso fisso per salmone e stoccafisso, mentre le vendite di baccalà sono in calo. Considerando il consumo fuori casa, il salmone ha registrato una crescita significativa, mentre lo stoccafisso rimane stabile. Anche per il baccalà si nota una diminuzione delle porzioni nell’Out Of Home, spiegabile con le quote di pesca del merluzzo che sono scese negli ultimi anni.»
Nel 2026, il settore ittico del retail italiano raggiunge i 4.012 milioni di euro, in crescita del +3,6% rispetto all’anno precedente e del +6,3% per il biennio 2024-2026. A trainare questa crescita sono soprattutto i formati confezionati, che stanno guadagnando quote di mercato a fronte del pesce a peso variabile.
La progressione dei consumi è influenzata da una crescente attenzione alla qualità, sicurezza e sostenibilità. Secondo uno studio condotto da NielsenIQ, il 54% degli italiani considera oggi la qualità più importante del prezzo nelle scelte alimentari, rispetto al 44% di un anno fa. Tra i principali fattori d’acquisto emergono la sicurezza alimentare e freschezza (64%), qualità e garanzie di sicurezza (61%), sostenibilità ambientale (52%) e tracciabilità dell’origine (49%).
«I dati evidenziano un cambiamento strutturale nelle priorità dei consumatori», afferma Andrea Succi, Consumer Panel Sales Lead di NielsenIQ. «Anche in un contesto economico ancora influenzato dall’inflazione, cresce la ricerca di qualità, sicurezza e valore nutrizionale. Il pesce, in particolare il salmone norvegese, si avvantaggia di questo cambiamento grazie a un posizionamento sempre più forte in termini di affidabilità, qualità percepita e versatilità d’uso.»
Il salmone si conferma la categoria più dinamica: l’Italia è oggi il sesto mercato mondiale per consumo di salmone atlantico e il terzo per il salmone norvegese, con consumi aumentati del +6% nel 2025. Le esportazioni norvegesi verso l’Italia hanno segnato un +4% nei primi quattro mesi del 2026, consolidando una crescita stabile per questa categoria. Nel mercato retail italiano, il salmone genera 757 milioni di euro di fatturato considerando i prodotti a peso fisso, con performance particolarmente positive per il fresco confezionato (+12,9%) e il congelato (+3,2%). Il salmone affumicato rimane il segmento principale con 565 milioni di euro, sebbene mostri una stabilità generale. I discount mostrano la crescita più elevata, mentre i marchi privati raggiungono un valore di 320 milioni di euro, equivalente al 42% del mercato retail del salmone.
Anche il segmento Out Of Home ha visto un’evoluzione quantitativa, in particolare per il salmone.
Secondo Circana, nel 2025 gli ordini di salmone nel canale Fuori Casa sono aumentati del +15,6%, rispetto al +3% registrato nei consumi domestici. Il sushi è il principale motore di questa crescita: il 69% degli ordini di salmone fuori casa avviene in formato sushi.
«Il salmone è oggi una delle categorie alimentari più in grado di intercettare i nuovi modelli di consumo», spiega Matteo Figura, Executive Foodservice Director di Circana. «La crescita del sushi e dei format di servizio veloce ha ampliato le occasioni di consumo, rendendo il salmone un prodotto quotidiano, accessibile e versatile. Il fuori casa continua a rappresentare il principale fattore di questa evoluzione.»
Accanto al salmone, anche baccalà e stoccafisso mostrano segnali di cambiamento legati all’evoluzione delle abitudini alimentari.
Nel retail, lo stoccafisso confezionato cresce del +3,4%, raggiungendo i 5,8 milioni di euro, trainato soprattutto dai formati pronti da mangiare, che costituiscono il 71% del valore totale, e dalla crescita dei prodotti surgelati, con un incremento del +10,9% rispetto all’anno precedente.
Risultati positivi anche per i marchi privati (+12,9%). Il baccalà, invece, registra una lieve flessione (-1,6%, pari a 20,7 milioni di euro), sebbene le preparazioni surgelate mostrino una crescita (+2,9% in volume) e il pronto da mangiare (+19%), a conferma di una domanda sempre più rivolta verso praticità e rapidità di preparazione.
Anche il tradizionale prodotto «da ammollare» continua a perdere quote (-18,5%), evidenziando un cambiamento strutturale nei comportamenti d’acquisto.
«Il mercato italiano continua a dimostrare un forte interesse verso i prodotti ittici, ma con modalità di consumo sempre più sofisticate. Crescono le occasioni di consumo fuori casa, aumenta la domanda di prodotti pratici e pronti all’uso, mentre qualità, sostenibilità e tracciabilità diventano sempre più centrali. In questo contesto, il seafood norvegese continua a rafforzare il proprio posizionamento grazie alla capacità dei produttori norvegesi e italiani di combinare innovazione, affidabilità e risposte concrete alle nuove esigenze dei consumatori italiani,» conclude Tom-Jørgen Gangsø.
– foto ufficio stampa Norwegian Seafood Council –
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