Giustizia, protesta della Cgil a Firenze: "1.500 precari a rischio da giugno"

Giustizia, protesta della Cgil a Firenze: “1.500 precari a rischio da giugno”

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Striscioni e bandiere davanti al Palazzo di Giustizia di Firenze, dove questa mattina la Fp Cgil ha organizzato un flash mob per denunciare le problematiche relative agli organici negli uffici giudiziari italiani. Al centro della protesta vi sono le carenze di personale, che secondo il sindacato toccano in media il 30% a livello nazionale, e la questione del futuro dei lavoratori assunti grazie ai fondi del Pnrr, molti dei quali rischiano di perdere il lavoro dal prossimo 30 giugno.

L’evento ha preceduto l’incontro pubblico “Un’altra idea di giustizia”, a cui sono intervenuti, tra gli altri, la segretaria delle Funzioni centrali Fp Cgil Toscana Mirella Dato, la giudice del Tribunale di Firenze Barbara Fabbrini e la segretaria nazionale Fp Cgil Giordana Pallone.

Durante l’appuntamento, sono stati presentati anche i dati riguardanti la Toscana. In Corte d’Appello si registra una carenza del 78% di cancellieri esperti, ruolo totalmente assente al Tribunale per i minorenni, mentre nella procura di Firenze sono attualmente impiegati 105 dipendenti contro i 157 previsti in organico. Secondo il sindacato, le scoperture negli uffici giudiziari toscani variano tra il 27% e il 35%.

La Fp Cgil avverte che la situazione è destinata a deteriorarsi ulteriormente con la scadenza dei contratti legati all’Ufficio per il processo, il modello organizzativo introdotto grazie alle risorse del Pnrr per supportare l’attività dei magistrati e velocizzare i procedimenti. A partire dal 30 giugno 2026, sottolinea il sindacato, circa 1.500 lavoratori precari rischiano di essere esclusi dal sistema, con la conseguente perdita delle competenze acquisite in questi anni.

Secondo la Fp Cgil, proprio queste figure hanno svolto un ruolo fondamentale nella riduzione dei tempi della giustizia e nel miglioramento dell’efficienza degli uffici.

Tra le richieste avanzate dal sindacato ci sono la stabilizzazione dei precari Pnrr senza nuovi concorsi, un potenziamento strutturale dell’Ufficio per il processo, nuove assunzioni, un incremento degli organici e maggiori investimenti nelle infrastrutture informatiche e negli edifici giudiziari.

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