Immaginate di viaggiare per chilometri all’interno di una cattedrale di roccia viva, scavata nel profondo buio della terra, mentre sopra di voi milioni di tonnellate di acqua oceanica premono sulle pareti.
Questa non è la trama di un’opera di Jules Verne, ma la realtà di un cantiere che sta superando i confini dell’ingegneria moderna. Il progetto mira a riscrivere i principi della geotecnica, portando il traffico veicolare in luoghi dove l’uomo non si era mai avventurato, trasformando una geografia interrotta da barriere naturali in un corridoio fluido e uniforme.
Il dominio dell’abisso e i record mondiali
Il progetto, conosciuto come Rogfast, si distingue per dati che sembrano usciti da un film di fantascienza. Con una lunghezza di circa 27 chilometri, questa mega-opera non si limita a collegare territori divisi da acque profonde, ma stabilisce contemporaneamente ben quattro record mondiali.
Una volta aperto, nel 2033, sarà il tunnel stradale sottomarino più lungo e profondo mai costruito, toccando la straordinaria profondità di 392 metri sotto il livello del mare. La complessità del design interno include anche uno svincolo sotterraneo completo di rotatoria, situato a 250 metri di profondità.
Questa struttura, progettata per servire la comunità dell’isola di Kvitsøy, rappresenta un unicum ingegneristico: una piazza di traffico circolare immersa nel silenzio della roccia millenaria. Il tunnel a doppia canna, con una sezione trasversale di 10,5 metri, include sofisticati pozzi di ventilazione, ponti interni e riempimenti costieri strategici che daranno vita a nuove aree commerciali.
La filosofia del “Grezzo” e la Strategia Climate+ che rende unico questo progetto rispetto ai grandi trafori dell’Europa centrale è l’approccio costruttivo che caratterizza la Norvegia. Mentre in altre regioni si ricorre a pesanti rivestimenti in cemento o conci prefabbricati, qui lo Statens Vegvesen (l’ente pubblico delle strade) ha deciso di sfruttare decenni di esperienza nella perforazione diretta.
Il tunnel rimarrà per la maggior parte “grezzo”, mostrando le pareti di roccia naturale come simbolo della maestria scandinava nello scavo dei fiordi. Questa scelta non è solo estetica, ma è parte di una visione ecologica radicale. Evitare il massiccio rivestimento in calcestruzzo consente di risparmiare milioni di tonnellate di emissioni di $CO_2$.
L’ambizione è quella di andare oltre la semplice neutralità per giungere al concetto di Climate+: un’infrastruttura che produce un beneficio ambientale netto. Integrandosi nella E39, l’autostrada che attraversa la costa occidentale norvegese collegando città come Kristiansand, Stavanger, Haugesund e Bergen, il tunnel eliminerà la necessità di ricorrere a sette diversi traghetti.
Il risultato è una rivoluzione logistica: il tempo totale di percorrenza dell’intero tragitto ridurrà drasticamente da 20 a 11 ore. Questo risparmio di tempo, unito a una viabilità fluida a quattro corsie, diminuiranno l’impatto climatico dei trasporti su scala nazionale, trasformando un imponente scavo sottomarino in un modello globale di sostenibilità.
