Capannone con amianto nei pressi di abitazioni e di un asilo: la segnalazione dei cittadini di Sovigliana

Capannone con amianto nei pressi di abitazioni e di un asilo: la segnalazione dei cittadini di Sovigliana

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“C’è un enorme edificio in cemento e amianto che incombe sulle teste dei bambini di Sovigliana, e sembra che nessuno voglia intervenire”.

Questa è la denuncia dei membri del Comitato “NO amianto” di Sovigliana, allarmati per la salute degli abitanti di via Verdi e via Galilei, che da oltre 10 anni si battono contro un’azienda con una copertura in amianto situata vicino alle abitazioni e al nido d’infanzia di Villa Righini.

“Nonostante le segnalazioni, le denunce e le lotte che durano da anni, il tetto dei capannoni dello Scatolificio Leonardo, ubicato in via Marconi, continua a deteriorarsi, rilasciando fibre pericolose a pochi passi dal giardino di Villa Reghini (frequentato da numerosi bambini) e dalle case di oltre sessanta famiglie”.

“La struttura – continua il comitato – ha superato i 60 anni e, 15 anni fa, dopo una mobilitazione intensa dei residenti, i proprietari furono costretti a eseguire un intervento di sigillatura. Tuttavia, il tempo non risparmia nessuno, soprattutto l’amianto. Oggi quella vernice protettiva si sta staccando in vari punti, lasciando scoperto l’Eternit, vulnerabile agli agenti atmosferici”.

“I segni di degrado sono evidenti: la copertura è infestata dal muschio, le cui radici compromettono la matrice del materiale, e sono stati segnalati frammenti di tetto nelle aree residenziali circostanti. Non si tratta solo di un problema di degrado (sono presenti anche rifiuti e vetri spezzati attorno al capannone), ma di una vera e propria bomba ecologica a orologeria”.

“Secondo le normative vigenti – dichiarano i residenti – i proprietari avrebbero dovuto garantire controlli e manutenzione regolari, ma questo non è avvenuto, lamentano con indignazione i residenti di via Verdi, via Galilei e il comitato “No amianto”. Com’è possibile che una struttura così degradante, situata nel cuore di un centro abitato, non subisca interventi forzati? Non riusciamo a comprendere l’immobilismo delle istituzioni: nemmeno il nuovo Sindaco è riuscito a intervenire per proteggere la salute dei suoi cittadini”.

“Nonostante le segnalazioni formali e i sopralluoghi della ASL, l’amministrazione comunale non è riuscita a obbligare i proprietari dello scatolificio a effettuare gli interventi necessari e a fornire risposte ai cittadini. Chi si assume la responsabilità se un bambino dovesse inalare quelle fibre tossiche?”.

“La salute pubblica, in particolare quella dei ‘cittadini più giovani’, non può essere un oggetto di scambio né una vittima della burocrazia. Sovigliana – concludono i membri del comitato – non può più attendere che il vento disperda le fibre di amianto da quelle coperture. Chiediamo risposte immediate e trasparenza su perché, fino ad oggi, si sia scelto il silenzio piuttosto che l’azione”.

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Fonte notizia

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