Le antiche statuine e i presepi di Massimo Brini, pizzaiolo, in mostra a Forcoli: 'Una passione che dura da sempre'

Le antiche statuine e i presepi di Massimo Brini, pizzaiolo, in mostra a Forcoli: ‘Una passione che dura da sempre’

138 0

Massimo Brini (foto gonews.it)

A sette anni, con l’aiuto del padre falegname, ha creato il suo primo presepe. Da quel momento non si è più fermato, dando vita a natività che hanno persino raggiunto il Vaticano e collezionando centinaia di statuine, ciascuna con una storia, che vanno dai primi del Novecento a oggi. Oggi Massimo Brini, che ha 55 anni, porta avanti da quasi cinquant’anni la sua passione per i presepi, attirando ogni anno visitatori e interessati a Forcoli. Quest’anno, nel suo comune, Palaia, dove è anche noto come pizzaiolo, ha aperto una mostra permanente accanto alla piazzetta di Sant’Antonio.



(foto gonews.it)

Era stata l’idea di mio padre Libero portarmi a vedere un presepe. Gli dissi di cominciare a costruire il nostro, e così con i ritagli di legno del suo laboratorio nacquero le prime due casette. Ne fui così soddisfatto che non ho mai smesso“, racconta Brini, originario di Ponsacco ma forcolese d’adozione, nel fresco fondo d’inaugurazione che conserva tutti i pezzi frutto della sua ricerca personale nel corso degli anni e dei grandiosi presepi esposti anche a Roma. Tra la miriade di statuine religiose, mestieri antichi e una moltitudine di animali di ogni tipo e materiale, si possono vedere realizzazioni che abbracciano circa un secolo di storia, disposte in vetrine, provenienti da vecchie produzioni toscane ma anche lombarde, piemontesi o estere. “Osservandole si può cogliere l’evoluzione dei nostri tempi. Molte rappresentano momenti storici” così come gli ambienti in cui vengono create. “In tutte le regioni esiste la tradizione del presepe, spesso ambientato nel luogo di origine. Dai festeggiamenti napoletani a quelli liguri, caratterizzati dal mare, fino al nord Italia in montagna e in Toscana, dove è prevalentemente rappresentato in campagna e tra la cultura contadina, con mestieri tipici del posto“.



(foto gonews.it)

Ci sono statuine in gesso, cartapesta e pasta di carta, ma anche in terracotta, argilla, celluloide fino alle più recenti in gomma e plastica. “Ho cercato di approfondire il significato del presepe“, afferma, investigando anche l’origine delle figure. Tra quelle esposte, alcune sono alte più di 60 centimetri, mentre la statuina più piccola misura circa un centimetro. Alcuni dei pezzi più antichi derivano da aziende di Bagni di Lucca, come la Fontanini o la Euromarchi: “Era la patria del presepe“, spiega Brini. “Ogni statuina iniziava con un modello in terracotta“, replicato attraverso stampi. All’ingresso, una televisione d’epoca mostra un filmato dell’Istituto Luce che illustra la produzione in Garfagnana. Ci sono anche produzioni dalla Confalonieri di Milano: “Si notano le pose in movimento. Una peculiarità di queste statuine è che includono personaggi con disabilità, sempre accompagnati. Rappresentavano i mutilati di guerra che lavoravano nella produzione“. In mostra anche un presepe in stile orientale del piemontese Nardi e statuine tedesche. “Queste vengono da ricerche, collezionismo e donazioni, dato che molte persone mosse da questa passione desiderano portarmi statuine, magari tramandate dai nonni“.

Numerose sono le curiosità, come i presepi carillon degli anni ’50, gadget vintage come le sorprese nei formaggini dell’infanzia di Brini, fino alle schede telefoniche della Sip e giochi, tutti tematici sul presepe. Ci sono anche 45 giri con musiche natalizie e un altare portatile del primo Novecento, proveniente da San Francisco. “È possibile conoscere anche la storia del quarto Re Magio,” spiega il presepista, parlando della statua di Artaban e del racconto dietro questa figura. “Se ne conoscono tre, ma originariamente erano quattro. Artaban portava perle e non riuscì a giungere alla grotta perché si fermò ad aiutare delle famiglie bisognose incontrate lungo il cammino, donando tutto ciò che aveva“.



(foto gonews.it)

Brini è anche autore di restauri di statue, come quella della Madonna nella chiesa di Santa Maria Assunta di Livorno. Ha creato numerosi presepi, realizzando interamente l’ambientazione, dalle case ai movimenti meccanici dei personaggi. Come il grande presepe tradizionale toscano, di circa 3 metri per 2, con oltre 50 figure in movimento che visualizzano le fasi dall’alba alla notte con l’evoluzione delle scene. Due volte, nel 2023 e nel 2019, ha portato le sue opere a Roma per “100 presepi in Vaticano“: il più recente è il “Presepe nel quadro“, sviluppato all’interno di una cornice decorata con luci, composto da sughero inciso a mano su cui riposano le moschelle napoletane.



(foto gonews.it)

È visitabile anche il presepe che ha sancito l’incontro con Papa Francesco sei anni fa: “È stato presentato come il primo presepe interattivo. Gli spettatori possono interagire“. Grazie a degli interruttori, è possibile azionare i pastori, che iniziano a muoversi al centro della grande composizione, sempre oltre i tre metri, mentre le campane suonano e l’incantatore di serpenti si esibisce.

Una delle ultime sezioni della mostra è “la scatola dei ricordi” di Brini, contenente anche le casette create con il papà Libero. “Per me, il presepe simboleggia la famiglia, il bene più prezioso che abbiamo. Ciò che conta sono gli affetti,” conclude Massimo Brini, “ciò che puoi trasmettere alle persone. Ho visto qualcuno uscire di qui emozionato e questo per me è il miglior regalo. Chiamo questo il mio mondo perfetto: qui dentro c’è la mia famiglia, questo percorso mi ha aiutato nella vita“.

La mostra permanente, gratuita, è aperta tutti i venerdì, sabato e domenica e festivi dalle 15.30 alle 20, fino alla fine di gennaio. Durante le festività, nei giorni di vigilia, Natale, Santo Stefano e 1 gennaio, Massimo Brini sarà presente per guidare i visitatori.

Margherita Cecchin

Fonte notizia

Related Post