“Abbiamo realizzato questo secondo Quaderno di Policy Brief” – afferma Rosanna D’Antona, Presidente di Europa Donna Italia – “con l’intento di proporre misure nazionali e regionali, e strategie comunicative che possano migliorare la partecipazione ai programmi di screening mammografico organizzato. La prima nostra richiesta, contenuta nel documento, è l’estensione uniforme della fascia di età, dai 45 ai 74 anni, in tutte le Regioni. Per sensibilizzare la società civile su questo argomento, abbiamo lanciato la campagna social ‘La fortuna costa, la sfortuna di più’, che ha già raccolto oltre 2.500 adesioni: cittadini, pazienti ed ex pazienti, rappresentanti della comunità medico-scientifica, delle istituzioni e dei media, hanno firmato per richiedere che i due milioni di donne attualmente escluse per età dal programma di screening mammografico possano finalmente avere accesso.”
“Il finanziamento specifico previsto dalla Manovra di bilancio recentemente approvata dal Consiglio dei Ministri per l’estensione della fascia di età dello screening mammografico” – sottolinea l’On. Enzo Amich – “è un passo concreto e fondamentale che il Parlamento deve confermare con determinazione e che permetterà di uniformare l’accesso in tutto il territorio nazionale, superando le attuali disuguaglianze regionali e consolidando la prevenzione oncologica come fondamento della salute pubblica.” “Tra i tumori femminili, quello al seno è il primo per incidenza e mortalità nel nostro Paese. Tuttavia, se intercettato tempestivamente” – evidenzia Paola Mantellini, Direttrice dell’Osservatorio Nazionale Screening – “le possibilità di cura sono decisamente migliori: si possono adottare terapie meno invasive e più efficaci, interventi chirurgici più conservativi e la sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi in Italia supera ormai il 90%. Per questo, lo screening è una misura vitale e l’ampliamento della fascia di età è cruciale. È fondamentale introdurre l’estensione dell’età nei Livelli Essenziali di Assistenza, facilitando così la sua attuazione anche nelle Regioni in piano di rientro.”
Durante la mattinata, è stato inoltre presentato lo studio Altems Advisory, spin-off dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, mirato ad analizzare il rapporto tra costi e benefici dell’estensione del programma di screening mammografico su tutto il territorio italiano. Attualmente, solo sei Regioni hanno adottato l’estensione totale della fascia di età dello screening mammografico, dai 45 ai 74 anni. Negli altri casi, l’ampliamento è parziale o inesistente, limitando lo screening alle donne tra i 50 e i 69 anni. “Queste disparità danneggiano la salute delle donne” – afferma Corrado Tinterri, coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico di Europa Donna Italia. “Oggi il 40% delle pazienti con diagnosi di tumore al seno ha meno di 50 anni, molte di queste non hanno accesso ai programmi di screening. È giunto il momento di dare una risposta coerente a queste raccomandazioni.”
“Ringraziamo sinceramente il Governo” – conclude Rosanna D’Antona – “per aver accolto le nostre richieste, che portiamo avanti con impegno da molto tempo. Un particolare ringraziamento va ai membri dell’Alleanza Europa Donna Parlamento e a tutti i parlamentari di ogni schieramento politico che si sono attivamente impegnati in ambito istituzionale per promuovere la causa della prevenzione del tumore al seno, sostenendo le nostre istanze. Insieme alle 185 associazioni di pazienti della nostra rete, auspichiamo ora che la distribuzione dei fondi assicuri risorse adeguate per l’estensione dello screening mammografico, affinché venga garantito a tutte le donne tra i 45 e i 74 anni, in ogni Regione, superando le attuali disomogeneità territoriali.”
– foto ufficio stampa Europa Donna Italia –
