L'Università Statale di Milano rilascia una mappa sulla contaminazione dei ghiacciai italiani

L’Università Statale di Milano rilascia una mappa sulla contaminazione dei ghiacciai italiani

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La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica Archives of Environmental Contamination and Toxicology, ha esaminato 16 ghiacciai italiani, analizzando la presenza di contaminanti organici e inorganici e suggerendo le rispettive fonti di inquinamento. I risultati indicano che i ghiacciai, un tempo considerati i “congelatori” del Pianeta, sono diventati autentiche sentinelle ambientali: accumulano sostanze inquinanti generate dall’attività umana e, a causa della loro fusione accelerata dovuta al cambiamento climatico, rilasciano tali sostanze nei corsi d’acqua.

Questi inquinanti, inclusi metalli pesanti, composti organici persistenti (POP) come DDT e PCB e altri contaminanti emergenti, sono trasportati tramite l’atmosfera o provengono da fonti locali legate a differenti attività umane, e rimangono intrappolati nel ghiaccio per anni.

Il loro rilascio durante la fusione rappresenta una minaccia per la qualità delle acque e la salute degli ecosistemi a valle, sottolineando la connessione tra gli ecosistemi montani e quelli delle vallate attraverso il ciclo dell’acqua.

“Con il progetto “Il mare inizia da qui” vogliamo dimostrare concretamente come il ciclo dell’acqua sia un sistema unico e interconnesso: eventi sulle cime delle montagne hanno effetti diretti sugli ecosistemi delle valli e marini”, ha affermato Jan Pachner, Segretario Generale di One Ocean Foundation.Inoltre, il progetto si allinea con le attività della Fondazione nel Mar Mediterraneo, dove monitoriamo gli stessi inquinanti studiati nei ghiacciai, evidenziando nuovamente la profonda connessione tra ecosistemi apparentemente distanti.

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