È stata questione di attimi. Marta Moretti, 36 anni e con esperienza come bagnina, è intervenuta con grande rapidità non appena si è resa conto che l’uomo davanti a lei stava soffocando dopo aver inghiottito un pezzo di carne. Ha eseguito la manovra di disostruzione, appresa durante i corsi di primo soccorso, e alla terza tentativo l’uomo ha ripreso a respirare. L’incidente è avvenuto a La California, nel retro della cucina dell’area fiere.
“Ho voluto coinvolgerla in Comune per esprimerle i miei complimenti, per la grande lucidità e prontezza che ha dimostrato e che le hanno consentito di salvare una vita – afferma il sindaco Massimo Fedeli -. Pochi giorni dopo la cronaca ha riportato un episodio analogo ma, sfortunatamente, con un esito diverso: in quel caso non c’era evidentemente nessuno capace di intervenire o di mantenere la calma necessaria”. Il sindaco ha consegnato a Marta Moretti il distintivo con lo stemma del Comune e il gagliardetto comunale. “Questo è anche un modo per ribadire quanto sia fondamentale conoscere queste manovre e partecipare ai corsi di primo soccorso che, come Amministrazione Comunale, organizziamo per la popolazione. Abbiamo lavorato per l’installazione di defibrillatori pubblici sul territorio e stiamo programmando un corso per la squadra di cacciatori che opera nella Macchia della Magona dove abbiamo posizionato l’ultimo. Sapere come agire è l’unico modo per mantenere la calma in situazioni di emergenza”.
“Era a pochi passi da me e l’ho visto infilarsi un boccone in bocca – ha raccontato Marta -. Un istante dopo era piegato su se stesso, incapace di respirare, e stava perdendo conoscenza. Mi sono avvicinata immediatamente e ho capito che se non fossi intervenuta avrebbe potuto morire. Ho messo in pratica ciò che avevo appreso nei corsi che ho frequentato, prima per lavoro e poi per curiosità personale, quando sono diventata mamma. Invito tutti a fare lo stesso: non basta guardare video tutorial, è cruciale avere pratica con i manichini e le persone. Potete fare la differenza per chiunque, compresi i membri della vostra famiglia. In questo caso non ero nella situazione tradizionale di una piscina ma in una cucina, ero sola e ho ritenuto che non potevo restare a guardare senza agire. Solo quando ha ricominciato a respirare ho compreso realmente ciò che era accaduto”.
Fonte: Comune di Bibbona – Ufficio stampa
