Eccidio di Civitella, Giani: "Rendiamo viva la memoria, fondamentale per la pace"

Eccidio di Civitella, Giani: “Rendiamo viva la memoria, fondamentale per la pace”

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“Ritorniamo a onorare la memoria di questo tragico evento, che costò la vita a 244 persone vittime della ferocia nazifascista, non per mera ritualità, ma come un’opportunità collettiva non solo per commemorare, ma anche per riflettere su questa memoria e renderla pertinente in relazione ai tormenti del nostro tempo”.

Queste sono state le parole del presidente Eugenio Giani durante le celebrazioni per l’81esimo anniversario dell’eccidio di Civitella in Val di Chiana.

“Il significato del sacrificio di coloro che hanno perso la vita durante la Resistenza – ha continuato Giani – non è solo la resistenza in sé, ma la promessa di una nuova società più umana, di un’epoca e una storia in cui l’umanità venga liberata, per sempre, dalla minaccia di guerre, violenze, discriminazioni e dal disprezzo dei diritti universali dell’uomo e dei popoli. La Resistenza aveva due obiettivi principali: costruire la pace attraverso il rifiuto dei nazionalismi e della logica del potere e salvaguardare la dignità dell’essere umano. Ed è in nome di questo ideale, di questo impegno per la pace, che oggi intendiamo ricordare queste 244 vittime innocenti e condannare senza esitazioni la strategia del terrore che ha portato al massacro di Civitella e agli eccidi che hanno insanguinato l’Italia. La Toscana, da parte sua, ha pagato con 1500 caduti, tra cui donne e bambini, per la brutalità di ideologie ormai sconfitte che rifiutavano la resa. Per questo motivo, è compito delle istituzioni democratiche sottolineare oggi più che mai l’importanza del profondo significato della ‘Resistenza’, l’obbligo morale di opporsi a qualsiasi forma di violazione dei diritti e di evidenziare il grande valore della pace per la quale tantissime persone hanno perso la vita.”

I fatti di Civitella
Il 29 giugno 1944, Civitella in Val Chiana – che durante la ritirata tedesca si trovava nelle immediate retrovie del fronte lungo la linea Gotica – divenne sede di un’orribile strage nazifascista. Pochi giorni dopo la morte di alcuni soldati tedeschi, i nazisti iniziarono a rastrellare gli uomini, quindi irruppero in chiesa, dove il parroco tentò invano di salvare i fedeli offrendosi come vittima. A cinque a cinque, tutti gli uomini, incluso il prelato, vennero massacrati e il paese fu dato alle fiamme per uccidere anche chi si era nascosto. Aggiungendo i martiri di Civitella con quelli delle due frazioni di Solaia e Cornia, dove furono barbaramente uccisi anche donne e bambini, e della vicina San Pancrazio, in totale furono massacrate 244 persone.

Fonte: Regione Toscana

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